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Countdown per il Tuscia opera festival

<p>Daniela Poggi</p>

Daniela Poggi

Il colpo d’occhio è quello delle grandi occasioni. Atmosfera d’altri tempi.

Sarà colpa della sala del Comune che raccoglie insieme artisti che di norma si vedono solo in televisione, nei teatri o in scenari internazionali.

O forse è solo “colpa” di quel Tuscia Opera Festival, che come ormai da tre anni sa stupire e ammaliare con un programma e un parterre di ospiti d’eccezione.

“Avremo un Don Giovanni spettacolare, interpretato da Nicola Ulivieri, che ha cantato alla Scala. Daniela Poggi, Luca Calvani a narrare De André. Cori, un’orchestra meravigliosa. E’ una manifestazione in crescita. Il nostro è un discorso qualitativo, soprattutto per quanto riguarda l’opera. In questo consisterà il Tuscia opera festival”.

Sono le parole del maestro Stefano Vignati, che ha diretto i preparativi della manifestazione.

“Un progetto al quale stanno lavorando molte persone. Attori e musicisti. In programma concerti fuori orario dalle 22,30 alle 24. Una notte in bianco. La recitazione delle poesie della Joumana, fatte da David Riondino e l’alternarsi di voci recitanti, come quelle di Emanuela Appolloni, Paolo Manganiello e Chiara Palombi.

Le scenografie saranno curate dall’architetto Ascenzi, che già ci ha stupito con una macchina di Santa Rosa, che ci ha fatto sognare per cinque anni. E ora tenterà di ripetersi. Ascenzi ha preparato una scena monocromatica, tutta rossa, ispirata al futurismo, “frutto di ore di ascolto immerso nelle opere liriche”, come ha detto lo stesso architetto.

Già si percepisce la musica in lontananza. Meno di un mese. E poi tutto avrà inizio. Il Tuscia opera festival avrà inizio.

“E’ il consiglio comunale più bello che abbia mai visto, e di sicuro la giunta più bella”, ha esordito con un pizzico di ironia il sindaco Marini, che ha voluto sottolineare l’importanza della manifestazione, che “contribuisce ogni anno a valorizzare il territorio della Tuscia”.

Le autorità politiche intervenute sono, stranamente, concordi. Niente schieramenti, oggi è la musica a farla da protagonista. E il coro è unanime. Valorizzare il Tuscia opera festival, che, a sua volta, valorizza quello che è il nostro terrritorio.

Tra le caratteristiche principali del festival, il decentramento della manifestazione, che sarà portata in alcuni paesi della provincia, ricordati dal presidente Alessandro Mazzoli. Ospiteranno la manifestazione Montefiascione, Castiglione in Teverina, Bagnoregio, Acquapendente, Villa San Giovanni in Tuscia, Capodimonte, Marta, Soriano nel Cimino e Valentano.

Da citare anche Canepina, che ospiterà la prova generale della Buona Novella di De André, narrata da Luca Calvani e interpretata dal famoso baritono Alfonso Antoniozzi. E sta qui ilpotere della musica, la capacità di andare oltre lo spazio e il tempo. Nel senso che la rappresentazione che verrà fatta, sarà la realizzazione di un desiderio che aveva De André. Il voler musicare con una orchestra sinfonica una sua opera e ora, a dieci anni dalla sua morte, il suo desiderio si realizzerà.

Grandi nomi della musica, del teatro, della danza si alterneranno sul palco del Tuscia opera festival. Artisti di vecchia data. Ma non solo. Ampio spazio anche ai giovani, che affiancheranno i grandi artisti. “Questo significa dare un posto di solista a un ragazzo di 16 anni, che suonerà il piano in una delle rappresentazioni” – ha detto Vignati – o che un ragazzo di 19 reciterà insieme al grande Ulivieri”.

Ma il Tuscia opera festival non è solo spettacolo. Ci sarà spazio anche per la beneficenza. L’evento sarà dedicato con il suo progetto Music for Life a Operation Smile, fondazione i cui medici, anestesisti e pediatri si occupano di curare i bambini affetti da displasia e labbro leporino, nei paesi in via di sviluppo.

E Livia Azzariti, testimonial diOperation Smile nonché presentatrice della serata inaugurale della manifestazione, che da “medico dell’informazione” ha colto, subito, l’occasione di contribuire a modo suo al progetto.

Le ultime parole sono state di Daniela Poggi: “Forse non regalerò smile, ma più che altro cries, lacrime. La mia sarà una interpretazione triste”. Spiega l’autrice-interprete dell’opera “Io, Madre di mia Madre”, che presenterà al Tuscia opera festival.

“Non sono madre, ma ora sono diventata madre di una bambina di 87 anni, malata di alzheimer. Gli autori, mi hanno dato carta bianca, la possibilità di fare a modo mio. E io ho voluto narrare la mia storia personale, perché la vita è anche questo… gioie e dolori”, ha concluso la Poggi.

Manca poco. Giusto un ritocco agli ultimi preparativi e poi il sipario si alzerà sul Tuscia opera festival e sulla nostra provincia, prima di atterrare in America.


Yesterday in Viterbo’s Municipe
Explained the third Tuscia OperaFestival’s edition
Viterbo – 27 giugno 2009 – ore 13,40