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Milioni alle urne nonostante le minacce

<br />Hamid Karzai

Hamid Karzai

Le tanto attese elezioni presidenziali sono state segnate da sporadiche violenze.
Due militanti talebani sono stati uccisi in una sparatoria nella capitale afghana, mentre milioni di persone si recavano al voto.

Quello di Kabul è stato il più grave di una serie di attacchi che oggi sono stati compiuti contro seggi e votanti, condotti prevalentemente nel sud e nell’est del paese. Ieri i talebani avevano annunciato di aver infiltrato venti militanti nella capitale.

Nonostante gli episodi di violenza, però, secondo l’Onu ci sono segnali incoraggianti che indicano che l’affluenza sarà alta.

“La maggioranza dei seggi sono aperti e hanno ricevuto il materiale per le operazioni di voto”, ha fatto sapere Aleem Siddique, portavoce della missione Onu a Kabul.

Il presidente Hamid Karzai è stato uno dei primi a votare. Mentre inseriva la scheda nell’urna in un seggio sorvegliatissimo in una scuola vicino al palazzo presidenziale di Kabul, Karzai ha detto ai giornalisti che spera di ottenere la maggioranza assoluta al primo turno.

“Fare un turno solo è nell’interesse del paese”, ha detto il presidente mostrando il dito macchiato di inchiostro indelebile, misura pensata per impedire i brogli.

Uno dei suoi avversari più temibili nella competizione elettorale è l’ex ministro degli Esteri, Abdullah Abdullah. I sondaggi danno Karzai in testa con un ampio margine, ma questo non sarà sufficiente da permettergli di evitare il ballottaggio di ottobre.

Bisognerà aspettare almeno due settimane prima di conoscere i risultati provvisori delle elezioni.