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“Basta con i respingimenti in Libia”

Le Nazioni Unite lanciano un appello all’Italia per fermare i respingimenti di immigrati verso la Libia.
“Nelle carceri libiche i detenuti sono costretti a sopravvivere in condizioni terrificanti”.

Sulla stessa linea il messaggio inviato dall’Ue: “Dobbiamo dimostrare ai libici che la situazione attuale è inaccettabile e non può continuare” ha detto il vicepresidente della Commissione europea e commissario all’immigrazione, Jacques Barrot.

Antonio Guterres ha lanciato un allarme per il trattamento dei migranti che finiscono in Libia dopo essere stati respinti dall’Italia.

Per i clandestini non è garantita la protezione dei richiedenti asilo e le condizioni di detenzione sono definite “terrificanti”.

“Non pensiamo che in Libia esistano le condizioni necessarie per garantire la protezione dei richiedenti asilo” ribadisce Guterres.

Poi il commento della proposta del premier italiano Silvio Berlusconi di creare un’agenzia europea che esamini le richieste di asilo. “L’Alto commissariato Onu lavora in Libia, seppur senza riconoscimento ufficiale e in condizioni molto difficili. Per questo – ha spiegato – possiamo permetterci di dire che la Libia, allo stato attuale, non può garantire una protezione adeguata ai rifugiati e ai richiedenti asilo”.

Il vicepresidente della Commissione Ue ha quindi ribadito la necessità e l’urgenza di una missione Ue in Libia. “Spero che tutti i Paesi europei partecipino ai programmi di reinserimento – ha detto – che comunque restano volontari. Ma penso che parteciparvi sia un dovere di ogni Stato membro”.