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Fini: “Libertà di voto sul biotestamento”

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Gianfranco Fini

Rispetto e serietà. Queste le condizioni indispensabili per discutere sul testamento biologico a Montecitorio.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sottolineato che il dibattito attualmente in discussione in commissione Affari sociali, si svolga nel doveroso rispetto del diritto di ogni deputato di esprimersi secondo coscienza.

Fini lo ha detto in un incontro che Fini con le associazioni “Luca Coscioni” e “A buon diritto”, che gli hanno mostrato i risultati di un’iniziativa che ha portato oltre tremila persone a compilare i moduli di biotestamenti approntati dalle stesse associazioni. Fini ha espresso l’auspicio che il dibattito si svolga in un clima pacato e scevro da ogni pregiudizio.

Ed è di oggi un’iniziativa promossa da Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico e segretario della fondazione “Fare Futuro”, insieme a Benedetto Della Vedova che hanno scritto una una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedendogli di modificare la legge sul testamento biologico approvata dal Senato in modo che si possano porre dei confini senza pretendere di regolare tutto.

La lettera, pubblicata oggi sul Foglio, è stata sottoscritta da venti deputati del Pdl tra i quali Antonio Martino, Mario Baccini, Alessandra Mussolini, Giulia Bongiorno, Roberto Antonione, Giorgio Stracquadanio, Peppino Calderisi, Santo Versace.

I parlamentari chiedono a Berlusconi di evitare che la discussione della legge sul fine vita produca uno scontro ideologico tra due impostazioni speculari e che si produca una lacerazione tra i partiti e dentro i partiti, con il rischio che venga approvata da una maggioranza ristretta.

Intanto sul tema interviene anche il segretario del Pd Franceschini: “Discuteremo e decideremo. Fino a poco tempo fa su questi temi c’era solo la libertà di coscienza, in pratica significava che ognuno votava come voleva.

La posizione prevalente è stata il superamento di quella linea. Ora i tempi sono maturi per un passo ulteriore: il Pd deve discutere, poi però deve decidere. La posizione del partito è una. Poi si rispetterà chi, in coscienza, laico o cattolico che sia, non si sentirà di condividerla”.

A chi gli chiede come voterà il Pd sul divieto di sospendere alimentazione e idratazione per il malato, Franceschini spiega: “Sul caso di Eluana Englaro la cosa più bella l’ha detta il filosofo cattolico Giovanni Reale. La distinzione è tra farsi morire e lasciarsi morire. La prima è eutanasia, la seconda è la cosa più naturale nel senso comune, chiedere di essere portati a casa quando si è vicini alla fine.

E in questo caso la scelta della sospensione delle cure non può che essere del diretto interessato o, in caso di sua impossibilità, di chi l’ha amato, i suoi parenti d’accordo con il medico.

Non si può imporre con la forza alimentazione e idratazione come norme di legge. Lo Stato deve fermarsi fuori dalla camera di quella persona”.