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Liberato il reporter rapito dai talebani

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Liberato il reporter britannico catturato dai talebani.

La versione online del quotidiano inglese Times apre oggi la sua homepage con la liberazione del giornalista inglese, che era stato rapito dai talebani nel Nord dell’Afghanistan.

Stephen Farrel, che lavora per il New York Times era stato preso in ostaggio sabato, mentre si era recato a Kunduz, nel luogo in cui un attacco dei talebani aveva causato 125 morti, tra cui molti civili.

Niente da fare per il suo collega Mohammad Sultan Munadi, ucciso nello scontro a fuoco, insieme al commando brirtannico.
Dopo il raid britannico e la liberazione, Ferrell è riuscito a descrivere ai suoi colleghi i momenti del suo rapimento. “Eravamo in una stanza, abbiamo sentito i colpi e credevamo di morire”, ha detto Ferrell.

Sempre Ferrel ha riportato che il collega Munadi è andato avanti e nel chiamarlo è però caduto sotto una pioggia di proiettili.
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In seconda battuta il Times titola con la notizia che il fan del Liverpool Michael Shields, imprigionato nel 2005 per il tentato omicidio di un barista bulgaro Martin Georgiev dopo una rissa.

Shields aveva deliberatamente colpito alla testa con una pietra, mentre giaceva a terra. Da qui l’accusa di di tentato omicidio.

Oggi Shields ha lasciato il carcere ed è ora un uomo libero, dopo che gli è stata concessa la grazia reale.
Il rilascio è venuto dopo che il segratario alla Giustizia Jack Straw ha convenuto che il 22enne è stato moralmente e tecnicamente innocente.

A tale decisione ha fatto seguito un incontro con i genitori del ragazzo, ai quali aveva detto che un altro uomo era il responsabile del crimine.
Una volta fuori dal carcere Shields ha salutato i tifosi con il pollice alzato e, raggiunto dai suoi genitori, è stato portato a casa.
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I prezzi dei biglietti dovrebbero aumentare costantemente nel tempo, per scoraggiare il trasporto aereo e garantire che le emissioni di biossido di carbonio da caduta dell’aviazione torni ai livelli del 2005.

E’ quanto si legge nella terza colonna del Times on line, sulla base delle dichiarazioni del comitato sui cambiamenti climatici. Si ritiene che le compagnie aeree dovrebbero condividere l’onere della riunione l’impegno della Gran Bretagna a un 80 per cento riduzione delle emissioni entro il 2050.

L’aumento del biglietto dovrebbe essere, all’inizio, irrisorio per poi aumentare nel tempo e alla fine raggiungere un livello tale da scoraggiare le partenze.