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Sì al disarmo e lotta al nucleare

 

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Disarmo e non proliferazione nucleare. Due temi fondamentali approvati oggi dal Consiglio di sicurezza dell’Onu all’unanimità.

 

La riunione è presieduta dal presidente americano Barack Obama.

La risoluzione chiede la fine della proliferazione delle armi atomiche e chiede ai paesi firmatari del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) di mantenere il loro impegno a non sviluppare armi atomiche.

Il documento esorta gli stati che non hanno firmato in Tnp a partecipare allo sforzo per giungere al disarmo. La risoluzione non menziona paesi specifici, ma è un riferimento a India e Pakistan (mentre Israele non ha mai ammesso ufficialmente di avere ordigni atomici).

La risoluzione, senza nominare direttamente Iran e Corea del Nord, menziona anche le “grandi sfide esistenti al regime di non proliferazione nucleare”.

È la prima volta che un inquilino della Casa Bianca presiede una riunione del consiglio di sicurezza. “Ci saranno giorni difficili su questo cammino – ha detto Obama – ma ci saranno anche giorni di speranza, come questo”.

Nella sala del Consiglio erano presenti, oltre a Obama, il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, e l’ambasciatrice americana all’Onu, Susan Rice, personalità come Henry Kissinger e l’attore Michael Douglas, testimonial dell’Onu per la pace e il disarmo.

E i Presidenti di Cina, Hu Jinatao, Francia, Nicolas Sarkozy, Russia, Dmitry Medvedev e il premier britannico, Gordon Brown.

Ma anche il Premier giapponese, Yukio Hatoyama, il leader libico Moamad Gheddafi, il presidente dell’Uganda, Yoweri Museveni, il presidente messicano, Felipe Calderon, il premier turco, Recep Tayyp Erdogan il presidente vietnamita, Nguyen Minh Triet.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, è intervenuto sollecitando i Paesi della comunità internazionale a cogliere questa opportunità di pace.

“C’è una nuova spinta verso la pace – ha dichiarato Ban -. Non aspettate che altri assumano la leadership, dimostrate la vostra. Spero che il prossimo appuntamento della conferenza biennale sul trattato sia occasione per celebrare l’ingresso del mondo in un’epoca più sicura per tutti”.

Per entrare in vigore, il trattato, a cui hanno fino a ora aderito 181 Paesi, ha bisogno della ratifica di altri nove (Stati Uniti, Cina, Egitto, Corea del Nord, India, Indonesia, Iran, Israele e Pakistan).