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Ultime ore per la regolarizzazione

<p>Roberto Maroni</p>

Roberto Maroni

Scade oggi il termine per il maxicondono di colf e badanti straniere. Dal 1° settembre fino a stamattina alle 9  sono state inoltrate 266.092 le domande di regolarizzazione trasmesse on-line.

I moduli richiesti riguardano soprattutto lavoratori ucraini (42mila), marocchini (38mila), moldavi (29mila) e cinesi (22mila). Le domande più numerose provengono dalla provincia di Milano con oltre 50mila moduli scaricati, seguita da Roma con oltre 37mila. A essere richieste sono soprattutto colf (161mila).

Nonostante la notevole accelerazione degli ultimi giorni, non sono state rispettate le stime originarie del ministero dell’Interno, che prevedeva tra le 500 e le 750mila domande. Secondo alcune associazioni a frenare la regolarizzazione sarebbero stati anche i requisiti imposti: l’idoneità dell’alloggio del lavoratore, il limite di reddito (20mila euro) richiesto al datore di lavoro per le colf, il minimo di 20 ore settimanali dovute da contratto.

Per questo Asgi, Arci e Cgil hanno chiesto al governo di emanare un decreto-legge per estendere a tutti i lavoratori stranieri (e non solo colf e badanti) la facoltà di regolarizzare la propria posizione di consentire la sanatoria anche degli immigrati che svolgono contestualmente più rapporti di lavoro a tempo parziale e infine di prorogare il termine per accedere alla regolarizzazione.

Anche l’Adoc, la Uil e l’Associazione nazionale datori di lavoro domestico auspicano una proroga dei termini di regolarizzazione, che scatterà invece alla mezzanotte  di oggi.

Ma il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, fa sapere che non ci sarà alcuna proroga: “Chi non ha usufruito della norma per la regolarizzazione ha deciso di continuare nel lavoro irregolare e sarà soggetto a sanzioni previste dalla legge”. Il ministro contesta anche chi ha parlato di flop per la regolarizzazione: “Si sono fatte stime a casaccio, ma la norma è stata fatta per fare emergere il lavoro nero di colf e badanti e basarsi sulle stime fatte per dire che è stato un flop, è sbagliato”.