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Alluvione, sabato il lutto nazionale

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Lutto nazionale con esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici di tutta Italia sabato prossimo, giorno dei funerali delle vittime dell’alluvione nel messinese.

Venerdì prossimo sarà proclamato dal Consiglio dei Ministri, considerato un “doveroso omaggio alle vittime” da parte di Governo, Istituzioni, Paese.

Ieri il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca era intervenuto per sollevare il problema: “In questa fase non vogliamo fare polemiche e vogliamo guardare avanti, ma in questa vicenda c’è qualcosa che mi sfugge. Perchè non è stato proclamato il lutto nazionale per i funerali delle vittime dell’alluvione? Noi siciliani, noi di Messina, siamo forse figli di un Dio minore?”.

“Qualcuno parla di abusi edilizi, ma in questa tragedia – continua – l’abusivismo edilizio non c’entra nulla. C’è un tentativo maldestro di voler a tutti i costi incolpare qualcuno. Se ci sono delle responsabilità verranno accertate dalla magistratura, ma andare a dire che è colpa dell’abusivismo edilizio equivale a dire: è colpa vostra, vedetevela voi”. A Giampilieri case abusive non ce ne sono. Se vogliamo possiamo parlare di alcune scelte scellerate, perchè andava sicuramente evitato di realizzare abitazioni vicino al torrente o sotto la montagna”.

Il bilancio è fermo a 25 morti e 10 dispersi, 35 persone in tutto che ormai sono da considerare vittime del nubifragio di Messina, 728 sono gli sfollati ospitati in 8 alberghi, mentre per quanto riguarda i danni materiali una stima si avrà per la fine di ottobre.

Lo ha spiegato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso questa mattina durante l’informativa alla Camera. “La verifica dei danni e gli interventi per la messa in sicurezza sono già stati avviati, compresi gli interventi per la verifica del rischio residuo, che riguardano la possibilità che ci siano altri crolli o frane” – dichiara Bertolaso -. Contiamo di avere una stima dei danni probabilmente prima della fine del mese di ottobre e per lo stesso tempo uno studio analitico sugli interventi necessari di messa in sicurezza”.

Nel messinese sono stati impiegati per affrontare l’emergenza, fin dalle prime ore, dell’emergenza 2386 componenti del sistema della protezione civile, per la maggior parte vigili del fuoco ma anche forze dell’ordine, polizia e carabinieri, forestale, guardia di finanza, esercito e aeronautica militare, marina militare e capitaneria di porto che stanno ancora cercando in mare con i loro sommozzatori eventuali dispersi, la regione Sicilia, la provincia e il comune di Messina con i loro uomini e la polizia municipale, il sistema del 118 anche con elicotteri e posti medici avanzati, Anas, Ferrovie, Enel.

I mezzi usati in vari interventi e lavori sono stati 567, gli elicotteri hanno volato più di 100 ore, con oltre 150 sortite per raggiungere le frazioni isolate, distribuire acqua, viveri e medicinali e portare via le persone. Al momento nessuna frazione è più isolata e tutte le strade sono state riaperte.