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Islamabad, i morti sono cinque

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Salgono a cinque le vittime della bomba di Islamabad.

Lo riferisce la polizia, precisando che diverse persone sono rimaste ferite. Il Pakistan sta combattendo contro militanti islamici che hanno fatto esplodere diversi ordigni nelle città nella parte nordoccidentale del Paese, contro le forze della sicurezza e obiettivi governativi e occidentali.

L’esplosione ha causato anche una rapida successione di vendite nel principale mercato azionario pakistano.

L’Onu ha temporaneamente chiuso i suoi uffici in Pakistan per ragioni di sicurezza, come confermato da un portavoce delle Nazioni Unite.

Lo scorso giugno, due funzionari stranieri dell’Onu sono rimasti uccisi da un’autobomba suicida contro un hotel nella città pakistana di Peshawar.

Ma i militanti sono tornati a sferrare attacchi recentemente mentre l’esercito si prepara a lanciare un’offensiva nella regione del Waziristan del Sud, roccaforte dei talebani al confine con l’Afghanistan.

L’attentatore era vestito come un soldato paramilitare ed è riuscito a entrare nell’edificio dopo aver chiesto a una guardia di sicurezza di utilizzare la toilette, come confermato dallo stesso Malik ai giornalisti presenti sulla scena.

Alcuni militanti catturati hanno confessato che altri attentatori sono già stati mandati in missione per cui, ha confermato Malik, “ci aspettiamo altri due o tre attacchi suicidi nei prossimi giorni”.

Malik ha detto che l’obiettivo degli attentatori è quello di destabilizzare il paese che, però, è unito e compatto contro di loro.
“In pochi giorni prepareremo delle offensive contro di loro, così come abbiamo fatto a Swat, Bajaur e Mohmand”, ha detto il ministro dell’Interno, riferendosi a tre aree, nella zona nordoccidentale del paese, nelle quali le forze di sicurezza hanno attaccato i talebani.