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Politica -Il leader della Lega chiede per il suo partito due regioni, ma Fini frena

Bossi non molla

<p> Umberto Bossi</p>

Umberto Bossi

Regionali, il caso Veneto continua a bloccare tutte le decisioni sulle candidature.

Neanche l’incontro di ieri tra Gianfranco Fini e Umberto Bossi è servito a fare passi avanti nello stallo, così come non si sblocca la situazione in Campania, dove Nicola Cosentino non fa passi indietro nonostante le perplessità espresse da settori del Pdl e dallo stesso Fini. Una soluzione, ripetono tutti i protagonisti, non potrà che essere complessiva e arrivare da un vertice tra i leader: Berlusconi, Bossi e Fini.

Nell’incontro tra il presidente della Camera e il leader leghista, quest’ultimo ha ribadito la richiesta di propri candidati in Veneto e in Piemonte, facendosi forte dell’accordo raggiunto nel faccia a faccia della scorsa settimana con Silvio Berlusconi. Accordo che prevederebbe anche che la Lega manterrà il ministero dell’Agricoltura, sostituendo con un proprio uomo Luca Zaia, probabile candidato in Veneto.

In Campania resta in campo Nicola Cosentino. Proprio Fini ha sollevato questioni di “opportunità” sulla candidatura del sottosegretario all’Economia e ha auspicato “una soluzione di buonsenso all’interno del partito” che “sarà indolore se si ragiona con la logica di selezionare il nome migliore non in base alla provenienza”. Formula che sembra aprire la strada alla candidatura di Pasquale Viespoli: proprio oggi alla Camera Cosentino e Viespoli hanno pranzato insieme con altri deputati campani.

E l’indicazione emersa sarebbe proprio questa: se sul nome di Cosentino non si riuscirà a trovare l’accordo pieno, sarà avanzata la candidatura dell’ex aennino e sottosegretario al Welfare. Insomma, tutte le partite si intrecciano: ma il bandolo della matassa è nel Veneto, dove si gioca una partita politica più ampia.

23 ottobre, 2009 - 10.52