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“Dimissioni entro novembre”

<p> Piero Marrazzo</p>

Piero Marrazzo

Le dimissioni di Marrazzo spettano ormai al Governo.

“L’ex presidente della Regione ha scritto una lettera a Berlusconi per rimettere nelle sue mani la delega di commissario ad acta per il piano di rientro sanitario. Ora spetta al Consiglio dei ministri l’accettazione e la nomina del nuovo commissario”. Lo ha dichiarato il vice presidente Esterino Montino.

“L’unica questione che poniamo al governo è la qualità della nomina e l’operato del commissario: se questi avrà intenzione, sulla scia delle ultime dichiarazioni del ministro Sacconi, di chiudere gli ospedali, la Regione farà tutti gli atti ordinari per esprimere la propria contrarietà. Sacconi aveva definito il nostro piano di riorganizzazione  ”blando”, pensava alla chiusura di 16-17-18 piccoli ospedali di provincia nel Lazio, ma questo non è possibile perchè le province sono già sotto i livelli essenziali di assistenza”.

Montino ha comunque garantito piena collaborazione istituzionale sia al governo sia al Comune di Roma “anche se il sindaco ha detto delle cose sbagliate”.

“La Giunta -continua Montino – non è nelle condizioni oggi di dire esattamente quando saranno presentate le dimissioni. Si tratterà, comunque, probabilmente dei primi di novembre e comunque non oltre metà del prossimo mese”.

Dal momento delle dimissioni ha continuato il vicepresidente l’amministrazione avrà 90 giorni di tempo per indire le elezioni per le quali sono previsti altri 45 giorni riservati alla campagna elettorale. “Abbiamo 135 giorni”, ha sottolineato Montino, un tempo che permetterà alla Regione di evitare le elezioni anticipate.

La giunta, che si è riunita oggi in seduta straordinaria “ha preso atto – ha spiegato Montino – delle conclusioni del risultato della visita che Marrazzo ha avuto questa mattina al Policlinico Gemelli da cui è emersa la sua indisponibilità temporanea a svolgere le funzioni per motivi di stress psicofisico perché quello che è successo lo ha provato fortemente. Il certificato parla di trenta giorni per poter riprendere l’attività”.