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Il Brasile apre le porte al denaro estero

 

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Il quotidiano brasiliano O Globo [1] apre con la notizia della possibile apertura di conti in moneta straniera. Secondo fonti economiche, si legge nell’articolo, l’area tecnica del “Banco Central” sta studiando la liberalizzazione dell’apertura di conti stranieri.

 

Il ministero ha già pronto un decreto autorizzato per comprare dollari. Finora i conti in moneta straniera, soprattutto dollari, era sempre stati proibiti. Se la procedura andasse in porto, le imprese o le singole persine potranno aprire conti negli istituti finanziari brasiliani e depositare indifferentemente dollari, euro o ien.

Il vantaggio principale sarebbe quello di diminuire, o addirittura azzerare, i costi di cambio e di transazione.
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El pais [2] apre invece con gli ultimi sviluppi delle riunioni dell’Unione Europea in merito al surriscaldamento globale. Barroso, presidente della Commissione, si dice pronto per l’incontro di Copenaghen, ma intanto i Ventisette non hanno ancora preso una posizione precisa che chiarisca quanto ciascun paese dovrà versare annualmente per combattere il cambiamento climatico.

Si è giunti a una sola conclusione. Nel 2020 si dovranno versare 100 mila milioni di euro all’anno nei confronti dei paesi in via di sviluppo, ma non è stato ancora specificato come tale somma sarà divisa tra i membri.

L’obiettivo che l’Ue si è imposta è la riduzione del 20% entro il 2020 delle emissioni di gas che potrebbe arrivare anche al 30% se agirà di concerto con gli altri paesi industrializzati.

Tra i membri però non c’è totale accordo. Alcuni paesi dell’est, come Polonia e Ungheria, non sono disposti a sborsare cifre esagerate per le emissioni nocive di India o Brasile.

Finora tutto è rimasto in sospeso. “Non possiamo staccare un assegno in bianco” ha detto Barroso. La decisione quindi è rinviata a martedì, giorno in cui è previsto l’incontro con Obama alla Casa Bianca.
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Africk.com [3] approfondisce la sanzione da parte dell’Unione africana nei confronti della giunta di Guinea.

Il consiglio di pace e di sicurezza dell’Unione, infatti, avrebbe deciso che Dadis Camara e i membri del consiglio nazionale per la democrazia e lo sviluppo non possono più viaggiare liberamente in Africa e che i loro averi all’estero sono congelati.

A breve sarà resa nota la lista completa di tutti gli individui che dovranno sottoporsi a questo provvedimento.

Ai vertici dell’elenco c’è il capitano Moussa Dadis Camara, l’ufficiale che ha preso la guida del paese in seguito alla morte dell’anziano presidente Lansana Conté. Quest’ultimo aveva infatti promesso che al termine del periodo di transizione avrebbe conferito il potere ad un presidente civile.

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“Colmare il divario delle generazioni più giovani sui cambiamenti climatici”. E’ questo il titolo dell’edizione online del New York Times [4] di oggi, 31 ottobre.

L’articolo racconta la storia di Onalenna, una bambina di tre anni, rimasta choccata dalle parole del cugino, mentre le spiegava i danni provocati dai cambiamenti climatici, che sono ancora in atto e che andranno peggiorando.

Sempre la ragazzina chiede se la soluzione per gli abitanti della Terra non sia quella di trasferirsi sulla luna. Il problema ambientale è all’ordine del giorno di tutti i programmi politici mondiali, ma, si legge nell’articolo, deve essere sensibilizzato di più, specie tra i giovani, perché intervengano in maniera più decisiva rispetto alla attuale classe politica.
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Sanità in primo piano nell’edizione online del Times [5]. Nell’articolo del quotidiano inglese si legge di un provvedimento che l’amministrazione Brown ha preso per gestire la sanità pubblica. Se i pazienti non riceveranno cure adeguate dal servizio sanitario nazionale avranno diritto a trattamenti privati gratis.

Si parla soprattutto di malati di cancro, che potranno ricevere finanziamenti per trattamenti privati, nel caso in cui non avranno visto uno specialista entro due settimane dall’intervento legale.

Downing street, si legge nell’articolo, ha fatto sapere che i provvedimenti sono stati presi soprattutto per ridurre drasticamente la lista d’attesa del National Health Service (NHS), che negli ultimi anni sarebbe aumentata a dismisura.
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Politica estera in primo piano su Le Monde [6], con le minacce di Abdullah.

L’edizione online del quotidiano francese in prima battuta si occupa delle elezioni in Afghanistan, perché sono di oggi le dichiarazioni del rivale di Hamid Karzai di voler boicottare il secondo turno elettorale.

Il candidato alle presidenziali ha fatto sapere una serie di condizioni, che dovranno regolare le elezioni. Nel caso in cui le condizioni non saranno soddisfatte Abdullah ha detto che agirà per boicottare il voto dl 7 novembre, quando si troverà di nuovo di fronte al presidente uscente Karzai.