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Marino trionfa al dibattito

<p>Ignazio Marino</p>

Ignazio Marino

Il vero vincitore del dibattito tra i tre candidati alla segreteria del Pd è stato Ignazio Marino.

Bersani sembrava un po’ stanco e forse annoiato. Franceschini è apparso nervoso di fronte alla sensazione che la grande rimonta non è così vicina.

Invece di sfidare Bersani, se l’è presa con Marino che invece si è seduto al centro del tavolo e si è divertito. Ha gestito bene i temi. Ad ogni domanda lo stesso schema che funziona: dati, visione del mondo, proposta concreta. Chiaro e puntuale.

Nelle due ore si è parlato di quasi tutto: sanità, diritti civili, laicità, scuola università, giustizia, conflitto di interessi, economia, immigrazione. Senza tralasciare le questioni interne al partito: primarie, identità, alleanze future.

A uno sguardo superficiale sembravano tutti e tre d’accordo quasi su tutto. Ma solo ascoltando si è capito chi è credibile fino in fondo. I voti di Binetti contro la legge sull’omofobia o il voto di Dorina Bianchi sulla pillola Rsu 486, ad esempio, pesano sulla capacità di Franceschini di porsi come alfiere della laicità.

Qui i punti li segna Marino che parla di laicità come metodo di lavoro. Franceschini, invece, mette assieme eterosessuali e omosessuali proponendo di dare nuovi diritti a chi sceglie di non sposarsi, sulle adozioni per i single, invece, si dichiara contrario perché i bambini hanno diritto di vivere in una situazione naturale.

Franceschi prende applausi, come era successo alla convention nazionale, quando parla di volere un’opposizione più ferma e intransigente, mettendo fine a una stagione di sorrisi, pacche e inciuci. Ma è credibile a dirlo, lui, il vice di Veltroni?

Bersani gestisce da ministro i temi economici e si mostra ecumenico quando dice che il Pd è l’unica speranza di questo Paese o quando, più volte, chiede a tutti di dare una mano.

Sulle alleanze per governare sia Bersani che Franceschini aprono all’Udc, e insistono sulla vocazione maggioritaria del Pd. A loro chiede Marino: Come facciamo ad allearci con l’Udc che è contro l’uguaglianza di tutti i cittadini? E propone invece alleanze con IdV, socialisti, ambientalisti e radicali, per recuperare i 4 milioni di elettori persi alle europee.

Resta da capire l’impatto del dibattito: quanto sposta, quanto cambia. Ma questo si saprà solo il 26 ottobre.