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Minzolini, da editoriale a caso politico

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Continuano a piovere polemiche sull’editoriale di Augusto Minzolini. Il direttore del Tg1 non ha più pace dal suo intervento andato in onda sabato 3 ottobre, a seguito della manifestazione sulla libertà di stampa.

Non più un semplice editoriale, ma un vero e proprio caso politico, vista la valanga di reazioni a catena.

In risposta alle critiche al suo intervento, Minzolini ha replicato: ”C’è chi manifesta per la libertà di stampa ma poi è intollerante”.

Il presidente della Rai Paolo Garimberti non sembra essere del suo stesso avviso, dal momento che ha definito il suo editoriale “irrituale”. Lo stesso direttore generale dell’azienda, Mauro Masi, si è impegnato a discutere la cosa al prossimo cda.

Intanto è bufera anche nel mondo politico, spaccato, al solito, in due. Il Pdl medita vendetta e pensa di scendere in piazza. Emblematica la reazione di Maurizio Gasparri: “E’ inaudito che il presidente della Rai tenti di mettere il bavaglio al direttore del Tg 1 – ha affermato il presidente dei senatori piddiellini -.  Scriveremo noi una lettera aperta per denunciare questo atteggiamento censorio che indigna e del quale il presidente Rai sarà chiamato a rispondere in Commissione di Vigilanza”. Concordano con lui, tra gli altri, Cicchitto e Bondi.

A porre l’accento su questo fronte pidiellino in difesa di Minzolini, il senatore Pd Vincenzo Vita, della commissione di Vigilanza, che dichiara: ’‘A difendere Minzolini ‘arrivano i nostri’. La carica di dichiarazioni di esponenti del Pdl è però penosa. Di fronte a un sopruso così evidente del ruolo del servizio pubblico c’è ben poco da difendere. C’e’ solo da riflettere sulla gravità della crisi della testata storica della Rai”.