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Pd, domani la Convenzione

<p>Ignazio Marino</p>

Ignazio Marino

Tutti e tre domani si sono dati appuntamento a Roma alle 10. Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino esporranno le loro mozioni in vista delle primarie del 25 ottobre di fronte ai mille delegati che parteciperanno alla convenzione.

Sarà un appuntamento senza particolare tensione. Non spetta alla convenzione, infatti, la scelta del leader democratico. Ma, come deciso dalla Statuto, alle primarie del 25 ottobre.

Il ruolo della convenzione nazionale potrebbe invece tornare centrale qualora alla primarie nessuno dei tre candidati dovesse raggiungere il 50% più uno dei consensi. In quel caso, sarà l’assemblea congressuale a dover scegliere il leader nel ballottaggio tra i due candidati che avranno ottenuto più voti nelle primarie.

E se questo si dovesse verificare Bersani avrebbe sicuramente molte possibilità di diventare segretario. I dati ufficiali dei 7.221 congressi periferici (a cui hanno partecipato 467 mila iscritti), lo accreditano del 55,13% dei consensi. Seguono Franceschini con il 36,95% e Marino con il 7,92%.

Walter Veltroni non ci sarà. L’ex segretario non vuole che la sua presenza in platea possa essere utilizzata per ulteriori polemiche interne.

Mancherà anche Francesco Rutelli, ex presidente della Margherita. Non ci sarà nemmeno Romano Prodi che si è dimesso da presidente del partito il 16 aprile 2008. Nel corso della battaglia congressuale ha evitato di schierarsi.

Secondo le regole previste dallo statuto del partito, il 25 ottobre potranno votare, versando 2 euro di sottoscrizione, coloro che si riconoscono nel Pd: hanno diritto al voto tutti i maggiori di 16 anni, cittadini italiani e dell’unione europea residenti in italia nonchè gli immigrati che abbiano regolare permesso di soggiorno.

Nel corso delle primarie saranno eletti il segretario e, contestualmente, attraverso le liste collegate, i mille componenti dell’assemblea nazionale.