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Università, sì alla riforma

<p> Mariastella Gelmini</p>

Mariastella Gelmini

Approvata la riforma dell’Università presentata dal ministro Gelmini.

E’ il primo provvedimento organico che riforma l’intero sistema universitario. Le università in pratica sono autonome ma risponderanno delle loro azioni. Se gestite male riceveranno meno finanziamenti. Basta con i finanziamenti “a pioggia”. Inoltre la legge prevede la riforma del reclutamento del personale secondo criteri meritocratici e di trasparenza.

La riforma punta il dito contro i buchi nei bilanci delle università italiane, e annuncia “Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario”. È prevista l’introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra ministero dell’Istruzione e Tesoro: “i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio”.

“Ampio spazio ai docenti più meritevoli: gli scatti di stipendio andranno solo ai migliori”, ha sottolineato la Gelmini -. In caso di valutazione negativa, si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi”.

“La riforma del sistema universitario approvata oggi dal Consiglio dei ministri – continua la Gelmini – è un provvedimento corposo che vuole affrontare in maniera seria e coraggiosa i problemi dell’università italiana, per dare maggiore peso a un’istituzione fondamentale del Paese e anche rispondere alla crisi”.

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenuto nella conferenza a Palazzo Chigi ha aggiunto: “Quella dell’università è una grande riforma, molto impegnativa. È stato trovato un equilibrio tra modello continentale e quello americano, con prevalenza del modello continentale. È stato anche raggiunto un equilibrio tra Stato, regioni ed università”.