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“I governi mantengano le promesse”

<p> Jacques Diouf</p>

Jacques Diouf

E’ iniziato da qualche ora il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare di Roma.

Il dibattito verterà in particolare sul forte legame che c’è tra la sicurezza alimentare e quella climatica, anche in vista del prossimo convegno sui problemi ambientali che si terrà a Copenaghen.

“Il vertice G8 dello scorso luglio a L’Aquila è un segno incoraggiante riguardo all’attenzione rivolta dai Grandi per favorire lo sviluppo dei piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo – afferma Jacques Diouf, direttore generale della Fao – ma i 20 miliardi di fondi stanziati sono ancora promesse che devono materializzarsi”.

“Le risorse devono essere tradotte – continua – con concreti finanziamenti da realizzare in indirizzi e infrastrutture per la stagione della semina che inizia a marzo prossimo nell’emisfero nord. I governi mondiali hanno abbassato la guardia sulla sicurezza alimentare, ma si stanno invece addensando quelle ombre che hanno portato alla crisi precedente”.

“Spero – conclude Diouf – che possiamo contare sulle delegazioni qui presenti per raccogliere questa pletora di messaggi rivolti a una maggiore consapevolezza e portarli al loro ritorno nei rispettivi Paesi”.

Per il governo italiano è poi intervenuto il ministro Renato Schifani. “Auspichiamo che questo vertice costituisca una tappa decisiva per l’affermazione concreta di una nuova governance globale per la sicurezza alimentare” ha detto.

Schifani indica tra gli obiettivi da perseguire “lo sviluppo agricolo e la nutrizione” e la risposta alle “grandi sfide poste dalla fame del mondo”. 

L’obiettivo finale del direttore generale Jacques Diouf Diouf è quello di porre all’attenzione pubblica il dramma della fame e raccogliere l’assenso dei paesi sviluppati a stanziare circa 44 miliardi di dollari all’anno per investire nel sistema agricolo dei paesi poveri.

Appello che però rischia di cadere nel vuoto vista l’assenza proprio dei leader dei Paesi ricchi: non ci saranno, tra gli altri, il presidente americano Barack Obama, quello francese Nicolas Sarkozy e i primi ministri tedesco e britannico Angela Merkel e Gordon Brown.