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“L’unificazione non è completa”

<p> Angela Merkel</p>

Angela Merkel

Ieri l’Europa, tutta l’Europa, ha festeggiato il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino.

E per il cancelliere Angela Merkel è stata l’occasione per lanciare un nuovo e perentorio appello alla superpotenza americana perché abbracci il multilateralismo.

“Per me, quel 9 novembre 1989, fu il giorno più felice della mia vita”, ha ammesso il cancelliere davanti alla Porta di Brandeburgo in una serata fredda e uggiosa circondata da una trentina di leader mondiali.

Dopo aver reso merito agli alleati americani ed europei, la signora Merkel ha aggiunto: “Insieme abbiamo abbattuto la cortina di ferro e sono convinta che abbiamo la forza per affrontare le sfide del 21esimo secolo; la sicurezza, la pace, la nuova prosperità e la tutela dell’ambiente. E per noi resterà fondamentale mantenere viva la voce della libertà. Possiamo superare i confini della nostra epoca come facemmo nel 1989″.

Solo qualche ora prima, la Merkel aveva ricordato che il processo di riunificazione della Germania non è stato ancora completato: “Est e Ovest presentano ancora differenze strutturali, la disoccupazione a Est è ancora oggi il doppio rispetto a quella nell’Ovest del paese”, aveva detto il cancelliere.

La giornata di ieri è stata segnata da decine di piccole e grandi celebrazioni.

In mattinata si è tenuta nella chiesa di Gethsemane un servizio religioso organizzato dalla Conferenza episcopale tedesca e dalla Chiesa evangelica. Vi hanno partecipato l’establishment tedesco al completo, guidato dal capo dello Stato, Horst Köhler.

Successivamente, insieme all’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov e allo stesso Walesa, la signora Merkel si è recata sul ponte della Bornholmer Strasse, là dove il 9 novembre 1989 si aprì la prima breccia nel Muro. “Avete agito con coraggio – ha detto il cancelliere rivolgendosi a Gorbaciov – ed è stato più di quello che avevamo previsto: grazie di cuore”.