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Ultrà uniti contro la “tessera del tifoso”

<p>Roberto Maroni</p>

Roberto Maroni

Gli ultrà protestano contro l’introduzione della “tessera del tifoso”.

I supporter di molte squadre di calcio oggi hanno messo da parte colori e vessilli e rivalità sfilando in corteo nella città, contro il provvedimento per la regolamentazione dell’accesso agli stadi.

Una manifestazione che s’è conclusa senza incidenti che è stata controllata da un massiccio spiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Pesante il tributo, invece, pagato alla viabilità cittadina: il traffico è stato caotico nel centro cittadino. Numerose le deviazioni dei bus.

Dal corteo si sono levati anche cori da stadio che hanno chiesto giustizia per Stefano Cucchi, il detenuto morto all’ospedale Pertini di Roma, e per Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso dall’agente Luigi Spaccarotella.

I tifosi hanno scelto magliette bianche e “neutrali”: sono state indossate dalla maggior parte dei manifestanti, in tutto cinquemila secondo le forze dell’ordine.

Sulle t-shirt la stessa scritta dello striscione di testa: “Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti”, una frase che richiama la celebre canzone del gruppo rock anni ’60 degli Who.

Durante il corteo, a cui hanno dato adesione ufficiale i gruppi di tifosi di circa 300 squadre, sono stati esplosi decine di petardi e accesi fumogeni.

Tra gli slogan urlati, molti che chiedevano “giustizia” per Gabriele Sandri e Stefano Cucchi, altri invece erano contro le forze dell’ordine. Gli organizzatori hanno anche distribuito un volantino chiedendo di attenersi solo ai cori lanciati dal megafono, evitando così quelli delle proprie squadre. Nessuna bandiera “di parte”, ma tanti striscioni slogan spesso ripetuti allo stadio da numerose tifoserie italiane, come “Fuori gli ultras dalle galere”.

Tra i cori da stadio dei supporter, sono finiti nel mirino anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, i giornalisti e l’agente Luigi Spaccarotella.