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Botte e insulti razziali, cinque ragazzini denunciati

<p>Polizia</p>

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Picchiato a tredici anni perché serbo, il tutto sotto gli occhi della cuginetta, colta da crisi d’ansia. L’accusa, mossa dalla polizia del commissariato di Gallarate ai danni di cinque minorenni italiani, è di quelle pesanti: “lesioni e ingiurie aggravate dai motivi di discriminazione razziale”.

I fatti risalgono a sabato scorso e si sono svolti a Cassano Magnago, nei pressi del palazzetto dello sport. Due ragazzi, un tredicenne e la cugina di 17 vengono avvicinati da un gruppo di coetanei; secondo la polizia di Gallarate, che ha ricostruito l’accaduto, cinque o sei giovani appartenenti al gruppo, senza apparente motivo, hanno cominciato a inseguirli e ad offenderli con frasi del tipo “Serbi di merda, andate al vostro paese”.
Mentre i due cugini tentavano di allontanarsi per evitare ulteriori conseguenze, questi sono stati raggiunti e spintonati alle spalle.
Il ragazzo, caduto a terra, è stato preso ripetutamente a calci.
I due ragazzini aggrediti sono stati accompagnati all’ospedale di Gallarate dai parenti.
La ragazza, dopo i primi accertamenti, è stata dimessa con un giorno di prognosi per “ansia reattiva”, mentre il tredicenne è stato ricoverato in pediatria con prognosi di 30 giorni per la frattura scomposta della tibia e del perone destri, oltre ad escoriazioni al capo.
Scattano le indagini della polizia che ieri, domenica 13, ha segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Milano cinque minorenni di Cassano Magnago, uno dei quali addirittura non imputabile perché di età inferiore ai 14 anni, per lesioni e ingiurie aggravate dai motivi di discriminazione razziale.