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Copenaghen, dodici giorni per cambiare il mondo

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Copenaghen, 12 giorni per cambiare il mondo [2].

Il vertice sul clima nella capitale danese è la notizia di apertura del quotidiano online Le Monde. Oltre al giornale francese, altri 55 organi di stampa di 45 Paesi hanno deciso di pubblicare un editorale comune che abbia come oggetto proprio il meeting e l’emergenza clima.

“Se il mondo non si unisce per prendere misure decisive – si legge su Le Monde – il cambiamento climatico devasterà il nostro pianeta e, con lui, la nostra prosperità e la nostra sicurezza”.

I fatti parlano chiaro: negli ultimi 12 anni le temperature si sono nettamente alzate, raggiungendo livelli mai registrati prima.
Il punto non è più scoprire se, dietro tali cambiamenti, c’è la mano dell’uomo, ma sapere quanto tempo resta per evitare la catastrofe.

L’appello di Le Monde è rivolto ai capi di Stato presenti al meeting. “Non esitate – è scritto nell’articolo -. Non piombate in discordie inutili, non incolpatevi a vicenda, ma cogliete l’opportunità di reagire a quello che è, attualmente, il più grande insuccesso politico contemporaneo.
Questa non dev’essere una battaglia tra i paesi ricchi e quelli poveri, né tra l’Est e l’Ovest. Il cambiamento climatico riguarda tutti ed è insieme che dobbiamo affrontarlo”.




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Copenaghen, l’Africa si aspetta provvedimenti seri [4].

Anche Afrik.com, il quotidiano online dell’Africa nera e del Maghreb, pone in primo piano la questione clima, con l’apertura dei lavori del meeting di Copenaghen, che si svolge da oggi, 7 al 18 dicembre.
Il continente attende che siano adottate misure urgenti per la riduzione dell’emissione di gas a effetto serra. L’obiettivo fissato dalla 15esima conferenza sul clima è, in effetti, la diminuzione delle emissioni mondiali a partire dal 2020 e il mantenimento del riscaldamento medio sulla soglia dei 2 gradi.
“L’Africa non sarà pronta a firmare accordi finché non saranno prese in considerazione le sue esigenze” ha dichiarato a Dakar il ministro senegalese dell’Ambiente Djibo Leyti Kâ. Il continente punta soprattutto a difendere le sue politiche e le sue strategie di lotta contro il cambiamento climatico.


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Il meeting di Copenaghen si apre sotto l’egida dello scetticismo [6].

Apre così, con il vertice sul cambiamento climatico, l’edizione online del quotidiano americano, New York Times di questa mattina 7 dicembre.
Solo due anni fa, si legge nell’articolo, è stato pubblicato un lavoro delle Nazioni unite che aveva dato prova dl riscaldamento globale. Oggi duecento rappresentanti mondiali si riuniscono a Copenaghen con lo scopo di elaborare una strategia climatica e cambiare il mondo.
Ma non mancano critiche e scetticismi. Una polemica che nasce, secondo quanto si apprende, dalla circolazione di migliaia di file e messaggi di posta elettronica rubati da uno degli istituti di ricerca che rivelerebbero le opposizioni di alcuni influenti stati ai limiti sulle emissioni di gas, mettendo in disussione il lavoro che dovrebbe essere svolto in questi dodici giorni.


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Copenaghen, inviate e-mail per sabotare il vertice [8].

Il Times online apre l’edizione di questa mattina con la notizia delle spedizione di alcune e-mail, riguardanti il vertice climatico, dal contenuto sovversivo. La vicenda è stata resa nota dal vice presidente del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, Jean-Pascal van Yepersele.
Secondo Yepersele, si legge nell’articolo, che il tentativo non è stato il lavoro di alcuni scettici sui cambiamenti climatici, ma un sofisticato e ben finanziato modo  per distruggere la fiducia del pubblico nella scienza del cambiamento climatico.