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Fronte democratico contro il premier

<p> Pierferdinando Casini</p>

Pierferdinando Casini

“Veramente bravo!” E’ il messaggio inviato tre giorni fa dal presidente della Camera a Pier Ferdinando Casini. Un messaggio che è sintomo di qualcosa, al punto che il centrista oggi si sbilancia verso un progetto politico molto ampio che potrebbe interessare proprio Fini.

“Abbiamo una sinistra ostaggio di Di Pietro e una maggioranza ostaggio della Lega – ha dichiarato Casini – . Mi auguro che il presidente del consiglio faccia il suo dovere. Berlusconi è stato votato da migliaia di italiani e come tale va rispettato  ma se Berlusconi intende fare diversivi avrà la risposta che merita. Al contrario avrà la collaborazione”.

E pian piano si va sempre più probabile l’ipotesi di un fronte democratico per battere Berlusconi.  ”Mi auguro che questa partita non si giochi, che Berlusconi risolva i problemi del paese. Ma se pensa di utilizzare la questione giudiziaria per trasformare la democrazia in una monarchia, attaccando il capo dello Stato e la Corte Costituzionale, avrà una risposta chiara, netta e univoca. E ci saranno sorprese”.

Insomma Casini spera che Berlusconi governi, ma ribadisce: “Se pensa di trasformare la democrazia italiana in una monarchia avrà risposta univoca, dura e netta da parte di tutte le forze che difendono la democrazia”.

Casini pensa a un fronte moderato anti-Berlusconi. Un fronte centrista, scontento della politica dei due partiti maggiori. Insomma un terzo polo con l’ex pd Francesco Rutelli da coniugare a Fini. Gianfranco Fini però per ora non commenta le affermazioni di Casini su una possibile “fronte unico” contro Silvio Berlusconi in caso di elezioni anticipate.

Il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa non crede all’ipotesi di un fronte elettorale anti-Berlusconi che comprenda l’Udc, il Pd e l’Idv, prospettato dal leader dell’Udc Pierferdinando Casini in una intervista pubblicata oggi su un quotidiano. “Conosco Casini e non posso credere che ceda ad un antiberlusconismo di maniera che ha reso invivibile la vita all’interno del Pd, tanto che Rutelli è uscito – ha detto La Russa a Milano -. Non credo che possa pensare a una riedizione di quei fallimenti disperati di chi non dice altro che no a Berlusconi. Ci ha già provato Prodi in passato con un segmento più piccolo”.