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Spatuzza: “Ci hanno messo il paese in mano”

<p>Gaspare Spatuzza</p>

Gaspare Spatuzza

Al via la deposizione di Gaspare Spatuzza.

Il pentito di mafia, che ha accusato Silvio Berlusconi di essere stato referente politico dei mafiosi negli anni ’90, sta deponendo nell’ambito del processo d’appello al senatore Pdl Marcello Dell’Utri, condannato a nove anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.

All’apertura dell’udienza, nell’aula bunker di Torino, dove è stata trasferita per motivi di sicurezza la Corte d’appello di Palermo, gli avvocati del senatore avevano chiesto la revoca della deposizione o, in subordine, l’acquisizione di tutti gli atti relativi a Spatuzza, che secondo la difesa possono dimostrare “l’inattendibilità del pentito”.

Il pentito di mafia, di fronte ai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo ribadisce le dichiarazioni già fatte ai pm, cioè di aver saputo dai suoi boss, i fratelli Graviano, che Cosa Nostra fra il ’93 e il ’94 aveva in Dell’Utri e Berlusconi i suoi referenti politici.

“Nel ’94 incontrai Giuseppe Graviano in un bar in Via Veneto, aveva un atteggiamento gioioso, ci siamo seduti e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che  cercavamo grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C’era pure un altro nostro paesano (concittadino). Grazie alla serietà di queste  persone ci avevano messo il paese nelle mani”.

Dell’Utri, presente all’udienza, si è detto sereno. “Mi sento benissimo… l’unica cosa incredibile, assurda, è che mi sento come a teatro, dove c’è un protagonista… il povero Marcello, ma non sono io, è un altro”.

Parlando con i giornalisti in attesa della decisione della corte sulla deposizione, il senatore ha ribadito che “la mafia ha interesse a buttare giù il governo Berlusconi, che è il governo più rigoroso nei confronti dell’attività mafiosa”.

Fino a questo momento Berlusconi, che ha definito le accuse di Spatuzza “infondate e infamanti”, non risulta indagato né dalla procura di Palermo né da quella di Firenze che, grazie anche alle dichiarazioni di Spatuzza, ha riaperto l’indagine, archiviata nel 1998 sulle stragi di mafia del 1993.