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Bankitalia, la ripresa è debole

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Bankitalia stila un bilancio tutt’altro che positivo sulla situazione economica del Paese.

I conti dell’Azienda Italia vanno male: il 2009 si dovrebbe chiudere con un deficit al 5,3%, dal 2,7% del 2008, e con un debito pubblico al 115,1%, in aumento di circa 10 punti percentuali. E le prospettive future non sono così rosee: la ripresa sarà debole, con un Pil a +0,7% nel 2010 e +1% nel 2011.

Ma a preoccupare di più è il fronte del lavoro, per i quali se ai disoccupati si aggiungono le persone in cassa integrazione e coloro che hanno smesso di cercare attivamente un impiego, nel secondo semestre 2009 la quota di forza lavoro inutilizzata era superiore al 10%, quasi tre punti percentuali in più del tasso di disoccupazione ufficiale arrivando a un totale di circa 2,6 milioni di persone.

Nelle regioni del Mezzogiorno, dove storicamente il fenomeno dello scoraggiamento ha un peso significativo, comprendendo tra i disoccupati non solo i lavoratori in Cig ma anche gli scoraggiati, nel secondo trimestre del 2009 il tasso di disoccupazione sarebbe stato pari al 17,8%, 5,8 punti in più.

“Nello stesso periodo, nel complesso dell’economia italiana il tasso di disoccupazione, corretto per entrambi i fenomeni, sarebbe stato pari al 10,2% anziché al 7,4%o”, aggiunge Bankitalia. Sulla differenza incide per 1,2 punti la Cig e per 1,6 punti lo scoraggiamento. “Sommando i lavoratori in Cig e gli scoraggiati ai disoccupati, il numero di persone non impiegate, ma potenzialmente impiegabili, nel processo produttivo crescerebbe di 800 mila unità, raggiungendo circa 2,6 milioni”, conclude Bankitalia.