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La rivalsa dell’Angola

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La rivalsa dell’Angola. [1]

Dopo 27 anni di guerra civile l’Angola torna a mettersi in gioco. Lo rivela un articolo del quotidiano online dell’Africa nera e del Maghreb, Afrik.com.

Il Paese sta attraversando un boom economico senza precedenti. Malgrado la crisi, l’ex colonia portoghese si è imposta come primo produttore africano di greggio.

Un fatto non di scarsa importanza, dato che l’Angola trae il 95% degli introiti delle sue esportazioni proprio dal petrolio.

Nel giro di un mese, inoltre, sarà proprio qui, in Angola, che si terrà il meeting dell’Opep (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) e un’edizione della Can (Coppa d’Africa delle nazioni) di calcio.

Si apre, insomma, una nuova fase per il Paese, che può tornare a sperare di occupare un ruolo di primo piano nell’economia africana e mondiale.


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Forti nevicate provocano il caos in Cina. [2]

Spalaneve a lavoro a tutta velocità a Pechino. All’aeroporto della Capitale cinese sono stati cancellati o ritardati di molto nella giornata di ieri, 3 gennaio. Solo una delle piste è rimasta aperta.

Con questa notizia apre, questa mattina, il quotidiano online China Daily.

La situazione degli aeroporti è drammatica. Più del 90% di voli a Beijing Capital International Airport, sono stati cancellati. Scali aeroportuali chiusi anche a Tianjin, Dalian e Hohhot.

Le scuole sono chiuse. Le lezioni sono rimaste sospese in 3.500 scuole medie inferiori e superiori di Pechino e Tianjin. Il che significa che più di due milioni di studenti sono rimasti a casa, dopo la nevicata di ieri.

Il traffico veicolare sulle autostrade viaggia al massimo a 40 chilometri orari. Molte delle superstrade che collegano Pechino ad altre città sono state chiuse o avevano accesso limitato.

Il peggio, in ogni caso, non è passato. Nevicate ancora più intense sono previste per oggi, 4 gennaio, e per domani.


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L’Europa sulla via della trattativa con lo Yemen. [3]

La notizia è apparsa questa mattina sul quotidiano francese Le Monde.

Dopo l’attentato mancato del giorno di Natale, sul volo Amsterdam-Detroit, sembra che l’Europa, per combattere ad Al Qaeda, voglia tentare la strada della diplomazia.

Il primo ministro britannico Gordon Brown ha proposto una conferenza internazionale per discutere dello Yemen, il paese più povero della penisola araba, dove la mancanza di un potere istituzionale forte è un forte vantaggio per Al Qaeda.

La conferenza potrebbe tenersi a Londra il 28 gennaio, parallelamente a un altro meeting, consacrato all’Afghanistan.
Che sia un segnale di disgelo?


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Prima vittima britannica in Afghanistan del 2010. [4]

Un soldato di pattuglia a piedi nella provincia di Helmand è diventato la prima vittima britannica del 2010 in Afghanistan. La notizia è comparsa nella versione online del quotidiano inglese Times.

L’anno appena trascorso è stato il più sanguinoso in assoluto per le truppe britanniche, dalla guerra delle Falkland nel 1982, con 108 soldati morti in battaglia contro i talebani.

Il ministero della Difesa ha reso noto che il soldato è morto ieri, 3 gennaio, in un’esplosione, mentre pattugliava con altri militari la zona di Nad-e Ali, in Helmand. I suoi parenti più prossimi sono stati informati.

Il tenente colonnello David Wakefield, il portavoce della task force di Helmand, ha dichiarato che “Il suo coraggio intrepido e il suo sacrificio non sarà dimenticato”.


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Maggiori controlli per i viaggiatori in volo verso gli Usa. [5]

Lo rende noto il New York Times che, questa mattina, apre proprio con la notizia dei controlli intensificati per i viaggiatori di 14 nazioni, tra cui Pakistan, Arabia Saudita e Nigeria.

Saranno sottoposti a tempo indeterminato a screening negli aeroporti di tutto il mondo.

Una tale misura rappresenta un allentamento della risposta immediata dei bombardamenti. Un provvedimento drastico adottato la scorsa settimana, dopo il mancato attentato del 25 dicembre sul volo Amsterdam-Detrot.

I controlli serviranno a stabilire un sistema globale di sicurezza che tratta le persone in modo diverso in base al Paese di provenienza. Un fatto che ha già suscitato un vespaio di polemiche.

I cittadini di Cuba, Iran, Sudan e Siria, Paesi ritenuti “stati sponsor del terrorismo”, così come Afghanistan, Algeria, Libano, Libia, Iraq, Nigeria, Pakistan, Arabia Saudita, Somalia e Yemen, si troveranno ad affrontare l’esame speciale, che prevede una perquisizione personale approfondita.


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Prigioniero tenta di uccidere un gruppo di funzionari.

E’ successo nella prigione di Cordoba, come riporta il quotidiano online spagnolo El Mundo.

Il prigioniero musulmano, con un bicchiere in una mano e un oggetto di forte degli altri, avrebbe minacciato di uccidere un gruppo di funzionari lo scorso 31 dicembre.

Dopo aver cercato di farlo ragionare, due guardie carcerarie sono rimaste ferite e sono state medicate in un centro di primo soccorso.

Successivamente, uno di loro è stato ricoverato in ospedale con urgenza, per una radiografia maxillo-facciale.