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Napolitano: “Riforme condivise”

<p>Il presidente Giorgio Napolitano</p>

Il presidente Giorgio Napolitano

Napolitano: “Riforme condivise”.

Questa mattina, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato a Bari per presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università.

L’ateneo, nell’occasione, è stato intitolato ad Aldo Moro, il presidente della Democrazia cristiana ucciso il 9 maggio del ’78 dalle Brigate Rosse.

Proprio il leader della Dc è stato preso a modello da Napolitano, che ha ricordato “la splendida stagione per il nostro paese” che fu l’assemblea Costituente.

Tempi in cui, ha detto il capo dello Stato, “una generazione giovane, ricca di interessi culturali e di idealita’, faceva irruzione nella politica, prendeva posto nel Parlamento che rinasceva per stendere la Carta dei principi e delle regole della Repubblica italiana.

Erano anni in cui – ha continuato Napolitano – Moro, insieme a Fanfani, La Pira, e Dossetti pensavano le regole che sarebbero valse per molto tempo. Tra loro Moro scriveva e sanciva una idea di fondo: i principi dominanti della nostra civiltà e gli indirizzi supremi della nostra futura legislazione vanno sanciti in norme costituzionali per sottrarle all’effimero gioco di semplici maggioranze parlamentari”.

Il presidente della Repubblica ha lasciato a intendere che l’”idea di fondo” di Moro dovrebbe essere valida ancora oggi. Tant’è che, parlando di riforme, Napolitano ha dichiarato, senza mezzi termini, che queste “non debbono essere realizzare a colpi di maggioranza”.

Ha poi aggiunto: “Faccio appello alla consapevolezza, che non dovrebbe mai mancare tra le forze politiche e sociali, dell’assoluta necessità di lavorare e di riformare, in un’ottica di lungo periodo e non sulla base di impostazioni contingenti, asettiche, di corto respiro cui corrispondano conflittualità deleterie”.