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“Ora l’emergenza è a Ferrara”

<p> Guido Bertolaso</p>  

 

 

Guido Bertolaso

Ancora al lavoro per cercare di limitare i danni del petrolio che ha invaso il fiume Lambro.

Lo sversamento di 4 mila tonnellate di idrocarburi della “Lobardia Petroli” ha ormai raggiunto anche il Po e sta creando danni di quantità enormi.

La marcia sta proseguendo verso Ferrara, dove ieri è stata attivata la fase di “preallarme”.

Intanto è pronto il piano di emergenza per garantire l’approvvigionamento dell’acqua potabile. I tecnici presidiano l’impianto di prelievo e potabilizzazione di Pontelagoscuro nel caso l’onda scura arrivi nei pressi della centrale di potabilizzazione e si prevede che l’ondata di materiale inquinante potrebbe interessare l’intero tratto ferrarese per i prossimi cinque giorni. 

Anche se la priorità ora è la zona di Ferrara, coma ha dichiarato anche il capo della protezione civile Guido  Bertolaso, e del delta gli sforzi per arginare il disastro avvengono lungo tutto il corso del fiume. L’Arpa Lombardia sperimenterà oggi sul Lambro un nuovo sistema di pulitura che prevede un trattamento enzimatico per “aggredire” gli idrocarburi che ristagnano in alcune aree del Lambro e trasformarli in sostanze biodegradabili.

In provincia di Piacenza, invece, la Protezione Civile e alcuni gruppi di volontari sono all’opera con serpentoni gialli e spugne per cercare di aspirare gran parte della chiazza, rallentando in qualche modo la sua marcia che nel frattempo è arrivata a Parma.

Ma l’acqua potabile è solo uno dei problemi che il petrolio sta provocando, gravissimi sarebbero infatti i danni all’ecosistema nel caso non si intervenga tempestivamente per limitare i danni. Secondo Wwf e Coldiretti si tratta di una tragedia ambientale. L’ambiente del Po e quello del delta verso cui si sta dirigendo la macchia è uno dei più ricchi di fauna, oltre ad essere la zona in cui si concentra il 35% della produzione agricola italiana.

Per far fronte all’emergenza, la Coldiretti ha messo in campo un’iniziativa: una task-force per mettere in rete le imprese agricole presenti lungo il fiume Po con l’obiettivo di tenere sotto controllo l’inquinamento, verificare il rispetto del divieto di utilizzare acqua, attuare interventi di prevenzione e segnalare le situazioni di rischio.