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Le antichità della Capitale cadono a pezzi

<p>Il Colosseo</p>

Il Colosseo

Le antichità della Capitale sono a rischio.

“I crolli sono il mio incubo”, dice l’archeologo Andrea Carandini all’Ansa, grande esperto di Roma e presidente del consiglio superiore dei Beni Culturali.

Che commentando il crollo di oggi alla Domus Aurea ribadisce l’allarme per la capitale.”Questa è la dimostrazione drammatica di che quella di Roma è una vera emergenza. Mi auguro che ora alla Domus possano partire finalmente i lavori”. E sottolinea che oggi, con il crollo di una parte dei giardini di Colle Oppio “poteva anche morire qualcuno”.

Alla Domus Aurea, fa notare Carandini. “Aspettiamo l’inizio dei lavori da due anni e mezzo, purtroppo ci sono delle lunghezze burocratiche insite nel lavoro delle soprintendenze che sono fatali. Il commissario Luciano Marchetti ha dovuto aspettare tutto questo tempo, un anno solo per l’approvazione del progetto”.

Ora, che si decida di stanziare tutti i soldi insieme oppure no, aggiunge Carandini, “io mi accontenterei se nel giro di due o tre, quattro anni al massimo si riuscisse a concludere tutto. Sarebbe già tanto”. Carandini rileva poi che alla Domus Aurea “è stato fatto nel passato un grande errore, si è partiti dal basso senza pensare alle volte e sopratutto al fatto che sopra a quelle volte c’e’ un giardino, con acqua che scende. Il lavoro che si sta per fare adesso andava fatto all’inizio, ma l’importante ora è che si cominci”.