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Caso Claps, trovata un’ascia e una tuta

<p>Carabinieri</p>

Carabinieri

“Abbiamo chiesto la perizia di alcuni indumenti trovati in un locale attiguo al campanile e un’ascia – ha detto l’avvocato Giuliana Scarpetta, difensore della famiglia Claps.

Nell’elenco dei reperti vi sono anche alcune ossa della salma ritrovata il 17 marzo: alcune costole, il femore, una scapola e, secondo il legale di Danilo Restivo, Mario Marinelli, anche l’osso ioide, all’altezza del collo. A quanto si apprende gli esami disposti sulle parti del corpo della ragazza servirebbero a rilevare l’eventuale presenza di materiale metallico.

Resta secretata per 30 giorni la perizia autoptica depositata lunedì da Francesco Introna alla procura di Salerno, sulla salma di Elisa Claps. I periti nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dagli inquirenti, sui reperti trovati nel sottotetto della chiesa Santissima Trinità, hanno chiesto invece 60 giorni di tempo.

La Procura generale di Salerno ha deciso di non farla conoscere alle parti, a quella offesa, vale a dire la famiglia Claps, e alla difesa dell’unico indagato per l’omicidio, Danilo Restivo.

La decisione è stata presa per consentire l’incidente probatorio che si presenta lungo e articolato. La formula dell’incidente probatorio, con le parti presenti, è necessaria perché alcuni “reperti” possono andare distrutti nell’esame per mappare il dna, ragion per cui sono accertamenti “irripetibili”. Gli oggetti da esaminare sono stati repertati nel sottotetto della canonica della chiesa Ss. Trinità dove il 17 marzo èstato trovato il cadavere della ragazza.

Le risultanze dell’incidente probatorio sono importanti perché il formarsi di prove vale poi anche nel successivo dibattimento processuale senza necessità di dover ripetere l’accertamento. Gli esiti dell’autopsia potrebbero quindi rimanere secretati anche per molti giorni. Si è aperta quindi una fase complessa che da un punto di vista tecnico è sia investigativa che processuale.