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Piattaforma affondata, aumenta la macchia nera

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Piattaforma affondata perde petrolio.

Disastro ecologico nel Golfo del Messico dopo l’affondamento di una piattaforma che giovedì ha provocato la perdita di mille barili di petrolio al giorno nell’oceano.

La macchia nera che è fuoriuscita si è estesa per una superficie di 1.035 chilometri. L’impianto è gestito dalla Bp, che ha inviato trentadue navi nel tentativo di arginare la perdita. Un’esplosione causata da un tubo di trivellazione sarebbe alla base dell’incidente. Subito si è sviluppato un incendio di vaste proporzioni che ha portato al disastro.

La perdita di petrolio nell’oceano è stata confermata da un robot inviato nel fondo del mare nel punto dell’incidente, a ottanta chilometri dalla costa della Louisiana. La piattaforma estraeva otto mila barili di petrolio al giorno.
A complicare la situazione il maltempo che con onde alte due metri e mezzo, ha reso più difficili le operazioni di contenimento del danno ambientale.

Undici operai, degli oltre cento che si trovavano a bordo, sono stati dati per dispersi e si ritiene che siano morti. I feriti sono diciassette, di cui quattro in gravi condizioni.