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Un Re Matto… con i piedi per terra

<p>Marco Mengoni</p>   Marco Mengoni

Ma quale Re Matto e Re Matto? Il re ha i piedi per terra. E la testa ben piantata sulle spalle.

E’ un Marco Mengoni nuovo, quello che torna a Viterbo per incontrare i suoi fan al negozio di dischi Underground. Un Marco meno giocherellone e più coscienzioso. Professionale e serio al punto che si fatica a credere che sia lo stesso che fa l’iPod umano con Victoria Cabello. O che vorrebbe fare il cappellaio matto in Alice in Wonderland. O che canta a squarciagola in metropolitana.

Il vincitore di X-Factor è sicuro di sé e della sua carriera, che lo ha portato a rimbalzare da un palco scenico all’altro, dal nord al sud Italia a girare per negozi di dischi e firmare autografi. Un percorso artistico che lo assorbe completamente. E che, almeno per ora, non gli lascia spazio per altro. Amore compreso.

“Difficile da credere, ma è così – racconta il cantante a Tusciaweb -. Sono sempre in giro e purtroppo non ho tempo per pensare alle ragazze. Sono pieno di impegni… non potrei avere una storia neanche volendo”.

Ma le donne intorno di certo non gli mancano. Ieri pomeriggio l’Underground traboccava di ragazzine in delirio. Almeno 300. Alcune in lacrime. Tutte con il suo disco in mano, pronte per l’autografo e la foto di rito.

A Marco, però, non piace essere considerato l’idolo delle adolescenti. E ogni volta che gli si fa notare il suo successo con le ragazze, lui puntualizza.

“Non piaccio solo alle ragazze – dice -. Il mio pubblico è vasto. Va dai bambini alle donne di mezz’età. E questo è motivo di soddisfazione per me”.

Eppure, il cantante di Ronciglione è costretto ad ammettere che, proprio alle sue fan, è stato riservato un trattamento particolare, nell’organizzazione del suo tour.

“Sul palco, insieme a me, saliranno soltanto musicisti di sesso maschile, per una sola ragione: voglio che le protagoniste dei miei concerti siano le ragazze del mio pubblico. Quelle della platea, che non dovranno essere oscurate da nessuna donna sul palco. E’ un atto di galanteria che mi sembrava doveroso…”.

All’orizzonte, quindi, il tour, che partirà il 3 maggio da Milano, e porterà Marco nelle più grandi città italiane, nonché a Canepina, unica tappa viterbese. Ma un pezzetto di strada, il Re Matto, l’ha già fatta. Dopo la vittoria di X-Factor, è arrivato l’inaspettato terzo posto a Sanremo. Che a Marco basta e avanza.

“Mi chiedono spesso se avrei voluto vincere – dice -. Ma a me va benissimo così. La mia vittoria è arrivata quando, durante la mia ultima esibizione all’Ariston, tutta l’orchestra si è commossa e mi ha applaudito. Di Scanu e Pupo, non mi interessa. Non c’è rivalità, li conosco appena… il pubblico ha votato per loro e io non ho nulla da ridire”.

Qualcuno lo vedrebbe bene anche in veste di attore. E a Marco l’idea non dispiace… “Non dico di voler fare cinema… ma che amo l’arte in generale è vero.

E se mi facessero delle proposte le valuterei attentamente. Qualcosa ho già ricevuto, in realtà, specie per il doppiaggio. Ma purtroppo in questo momento non ho tempo per pensarci… magari in futuro, chissà…”.

Di personaggi dello spettacolo, di certo, ne ha conosciuti tanti. Ma quelli che gli sono rimasti nel cuore fanno il suo stesso mestiere: i musicisti. Molti dei quali hanno riconosciuto il suo talento. Da Mina a Celentano, da Elio e le Storie Tese ai Subsonica. Passando per Elisa e Giorgia.

“Elisa ha chiesto il mio numero di cellulare per potermi fare i complimenti – racconta Marco -. Abbiamo parlato di un’eventuale collaborazione, per il futuro… ma è ancora tutto da vedere. Lo stesso con Giorgia, che mi ha chiamato nel periodo di Sanremo. Anche lei è stata molto carina con me”.

E Morgan? La permanenza di Marco a X-Factor lo ha fatto vivere gomito a gomito con l’istrionico leader dei Bluvertigo. Che però gli ha lanciato un’accusa ben precisa, durante Sanremo: aver copiato una sua canzone.

“Non ho ben capito dove voleva andare a parare – spiega Marco -. Secondo Morgan avrei plagiato il pezzo, il bridge, avrei copiato due parole del testo di Credimi ancora da un brano scritto da lui… cosa dovrei rispondergli? Credimi ancora l’ho scritta io e questo mi basta. Morgan sta vivendo un momento un po’ particolare della sua vita e credo che ce l’avesse più con la casa discografica che con me… strascichi legali non ce ne sono stati e io lo stimo lo stesso, anche se non ci sentiamo da tempo”.

Neppure i colpi di testa di Morgan, insomma, lo preoccupano.
Di nota stonata, se così si può definire, ce n’è soltanto una: la mancanza di libertà. Che a Marco ogni tanto pesa. “Non parlo di libertà in senso artistico – spiega -. E’ più la libertà di uscire di casa e fare quattro passi, da solo… o di andare al centro commerciale senza essere preso d’assalto dalla gente. E’ il bello e il brutto della notorietà: da un lato tanto affetto, dall’altro poco spazio di manovra. Fa parte del gioco. Ma non è sempre facile da gestire…”.

Alla fine, quando gli si chiede cosa risponde a chi dice che sia omosessuale, Marco non fa una piega. E assume lo stesso atteggiamento compassato e indifferente di chi ha ben altro per la testa e vola alto. “Che la gente sputa sentenze l’ho sempre saputo. Ma a me non importa. Voglio essere valutato in base alle mie capacità. Anche perché cantare è il mio lavoro. E di questo voglio parlare. Se però mi si fanno certe domande… ci scherzo su. O faccio l’enigmatico. Che importanza ha quel che faccio nella mia vita privata?”.