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“Necessario il dialogo interreligioso”

<p>Benedetto XVI</p>

Benedetto XVI

Nuova esortazione da parte di Benedetto XVI al dialogo interreligioso.

“Solo attraverso un paziente lavoro di reciproca fiducia può essere superato il peso della storia passata, e le differenze politiche e culturali fra i popoli possono diventare un motivo di operare per una maggiore comprensione”, ha detto questa mattina incontrando la piccola comunità di cattolici maroniti di Cipro.

“Vi esorto – ha detto agli appena 20 mila fedeli locali nella scuola elementare di San Marone – ad aiutare a creare tale vicendevole fiducia fra cristiani e non cristiani, come fondamento per costruire una pace durevole e un’armonia fra i popoli di diverse religioni, regioni politiche e basi culturali”.

Il pontefice ha sottolineato come la “Chiesa abbia guadagnato una rinnovata consapevolezza del bisogno di sacerdoti buoni, santi e ben preparati”. Il Papa ha esortato i maroniti, un’antica chiesa orientale riunificatasi con Roma, a “guardare alla profonda comunione” con il cattolicesimo mondiale.

Al termine dell’incontro con i cattolici di Cipro, il Papa ha rivolto il suo saluto a alcuni gruppi di profughi maroniti che hanno dovuto abbandonare le loro case e chiese nel Nord dell’Isola, occupato dal 1974 dai militari turchi e da allora sottoposto a islamizzazione forzati. “Sono al corrente dei vostri desideri e delle vostre sofferenze – ha detto loro Benedetto XVI – spero e prego che con l’impegno di quanti sono responsabili delle trattative possa essere assicurato un futuro migliore a tutti gli abitanti dell’Isola”.

In mattinata insieme al presidente Demetris Christofias, Benedetto XVI ha reso omaggio alla memoria dell’arcivescovo Makarios che nel 1960 fu anche il primo capo dello Stato, dopo la fine del colonialismo britannico. E nel giardino del Palazzo presidenziale di Nicosia, incontrando le autorità civili e il corpo diplomatico, ha esortato a una politica che si basi sulla morale e sulla verità durante il suo secondo giorno di visita pastorale a Cipro. Secondo Benedetto XVI, avrebbe basi più solide una politica, nazionale e internazionale, che potesse liberarsi degli interessi individuali e dalle pressioni dei partiti.

Ratzinger ha incoraggiato dunque a lavorare per “promuovere il bene più grande dell’insieme delle Nazioni e il vero bene di quanti rappresentate”. In tal senso “le azioni politiche vengono a purificarsi dagli interessi egoistici o da pressioni di parte e vengono poste su una base più solida. Le aspirazioni legittime di quanti rappresentiamo – ha aggiunto rivolgendosi ai diplomatici e ai politici – vengono protette e promosse”.

“Siamo chiamati a promuovere l’unità – ha ribadito il Papa – e a costruire un mondo più giusto e fraterno fondato su valori durevoli. Nella misura in cui adempiamo il nostro dovere, serviamo gli altri e aderiamo a ciò che è giusto – ha concluso Benedetto XVI – le nostre menti divengono più aperte alle verità più profonde e la nostra libertà si rafforza nel suo aderire a ciò che è buono”.