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Caliendo è salvo, la maggioranza un po’ meno

<p> Silvio Berlusconi</p>

Silvio Berlusconi

Caliendo è salvo, la maggiornanza no.

Risultato secondo le previsioni della vigilia. La mozione di sfiducia a Caliendo non passa perché in 299 hanno votato con il Governo. 229 i contrari, 75 gli astenuti. Tenendo conto anche dei 27 assenti.

In particolare, alla prima prova parlamentare, Pdl-Lega sono sotto il quorum, pari a 316 voti.
Un segnale per cui lo stesso Berlusconi, secondo fonti vicine al Pdl, si sarebbe ormai convinto che l’unica soluzione sarebbe quella tornare alle urne.
Nessuno, tra finiani e centristi, aveva l’interesse a far cadere il sottosegretario e con lui l’esecutivo.
Ma, ciò che è emerso dalla votazione di ieri è che l’asse finiani-Udc-rutelliani ha potenzialmente in mano i numeri per far andare o meno avanti il governo.

Da notare che i finiani hanno aumentato i membri. Al gruppo, infatti, ha adrito anche Chiara Moroni, che non ha partecipato al voto su Caliendo, sostenendo che “quello che viene presentato come garantismo non ha niente a che vedere con il vero garantismo“.

Le indiscrezioni, comunque, parlano di un Cavaliere che al momento non vede alternativa al voto. Un premier “amareggiato” dalle votazioni in aula sulla mozione di sfiducia, che si è rammaricato soprattutto della presa di posizione di Chiara Moroni, che lo stesso Berlusconi ha fatto scendere in campo.

Proprio oggi potrebbe essere presa una decisione, visto che è in programma una nuova riunione di partito. Sempre secondo le indiscrezioni dal Pdl, i maggiorenti del Popolo delle Libertà avrebbero già cominciato a studiare le possibili date per il voto, tra le quali quella del 14 novembre e quella del 7 marzo.