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“Fini vittima della bastonatura mediatica”

</p> <p>Gianfranco Fini</p>

Gianfranco Fini

Tutti per uno. In questo caso, per Fini.

Di fronte all’eventualità delle dimissioni del presidente della Camera, Futuro e libertà è categorico. Fini non lascerà il suo incarico, nonostante siano in molti a “chiedere la testa” dell’ex leader di An e non solo tra le file del Pdl.

Ne è un esempio il Giornale di Feltri, che ha lanciato una raccolta firme per chiedere le dimissioni del presidente della Camera. “Lo abbiamo fatto, mesi fa, con Scajola – spiega il direttore della testata – e, per par condicio, lo facciamo con Fini. Tra l’altro non ci aspettavamo che l’iniziativa andasse così bene… abbiamo attivato delle apposite linee telefoniche che, però, non sono sufficienti a coprire tutte le richieste”.

Sulla campagna di Feltri, però, ha qualcosa da ridire Italo Bocchino, che difende il suo leader più energicamente di qualsiasi altro finiano. “E’ un fatto senza precedenti – commenta -, gravissimo dal punto di vista politico e istituzionale. E’ come se Il Secolo facesso il coupon: ‘Berlusconi dimettiti per il processo Mills’”.

“Siamo di fronte a una campagna inaccettabile e vergognosa – continua il capogruppo di Futuro e libertà – e ancor più grave, perché rientra in un contesto di bastonatura mediatica in cui si utilizzano uno e più strumenti di proprietà del presidente del consiglio. Se Berlusconi ha ancora un pizzico di rispetto per la democrazia e le istituzioni, smentisca immediatamente il portavoce del suo partito, Daniele Capezzone, e stoppi la campagna vergognosa del Giornale”.

Quello di Bocchino è un aut aut. O la campagna mediatica contro Fini, o il dialogo con la maggioranza. Berlusconi deve solo scegliere.