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Incendi, cala l’emergenza in Russia

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Incendi, cala l’allerta in Russia.

Il presidente Dmitri Medvedev ha revocato lo stato di emergenza in tre delle sette regioni colpite dagli incendi di foreste e torbiere, ma resta preoccupante la situazione nei pressi del centro nucleare di Sarov, mentre non diminuiscono i timori che gli incendi nelle zone contaminate possano disperdere nell’aria materiali radioattivi.

“Resta lo stato d’emergenza in quattro territori, Le regioni di Mordovia, Mosca, Niznji Novgorod, Ryazan”, è revocato “nelle regioni di Vladimir, Mari El e di Voronezh” nella Russia centrale e occidentale, ha detto Medvedev n occasione di una visita a Taganrog, nel sudovest del paese.

Il ministero delle Situazioni di Emergenza ha annunciato che il fronte degli incendi oggi si è ridotto a 81 mila ettari.

Da luglio sono bruciati 800 mila ettari di boschi, uccidendo 54 persone, secondo il bilancio ufficiale. La lotta contro le fiamme continua nei pressi di Sarov, sede di un importante centro di ricerca nucleare, a 500 chilometri a est di Mosca.

Nei giorni scorsi due militari hanno trovato la morte per il fuoco che dalla scorsa settimana assedia l’installazione atomica. Dopo aver negato i pericoli, solo il 4 agosto le autorità russe hanno confermato di aver evacuato i materiali fissili ed esplosivi dal centro, ma lunedì hanno annunciato di averli riportati nell’impianto, perchè le fiamme erano stato ufficialmente domate.

Altro motivo di preoccupazione in Ucraina: il ministero delle Situazioni d’emergenza di Kiev ha rivelato che vari ettari di torbiera sono in fiamme da tre giorni a 60 chilometri a sud della vecchia centrale di Chernobyl, teatro della più grande catastrofe nucleare civile della storia, avvenuta nel 1986. L’incendio scoppiato a Sosnivka, 60 chilometri a nord di Kiev, “non presenta pericoli” ha detto la portavoce del ministero Viktoria Ruban. La zona di sicurezza attorno alla centrale è di 30 chilometri. L’Ucraina come la vicina Russia, è in ginocchio per un’ondata di caldo senza precedenti accompagnata da incendi delle torbiere.