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Addio a tre ospedali e a 176 posti letto

<p>Giuseppe Parroncini</p> [1]

Giuseppe Parroncini

“Addio agli ospedali di Montefiascone, Ronciglione e Acquapendente. E addio al reparto di Ostetricia e ginecologia a Civita Castellana. Questo piano è quanto di più devastante si possa immaginare. Adesso purtroppo i cittadini dovranno pagare sulla propria pelle le sue bugie”.
E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, sul piano di rientro della sanità redatto dal presidente della Regione Lazio e commissario ad acta Renata Polverini, presentato oggi al Governo.

“Nella Tuscia viterbese – dice Parroncini – la mannaia del governatore del Lazio, tra pubblico e privato, è stata pesantissima: pur aggiungendone qualcuno qua e là, il totale è sempre meno 176 posti letto. Questi i tagli nel pubblico: Acquapendente da 72 a 8 posti; Montefiascone da 70 a 0; Ronciglione: da 29 a 0; a Civita Castellana le giuste rivendicazioni per Ostetricia e ginecologia con la Polverini non sono servite a nulla, e poi sarebbero loro gli incivili. A Belcolle tagliati invece Chirurgia maxillofacciale, Angiologia e Terapia intensiva neonatale”.

Nel privato infine meno 65 per il Centro di riabilitazione di Nepi (da 90 a 25) e meno 62 per Villa Immacolata (da 196 a 134). “Una situazione molto grave – continua – perché un piano del genere non raggiungerà mai lo scopo di guarire la sanità: così, piuttosto, la uccide. E tutto senza aver ascoltato né i cittadini, né tantomeno i sindacati o gli operatori del settore”.

“Non solo infatti da oggi in poi grazie alla Polverini l’ospedale di Belcolle sarà a rischio collasso, non solo gli utenti dovranno fare chilometri per ottenere un servizio – conclude Parroncini – ma saremo costretti a pagare ancora una volta le prestazioni ad altre Regioni.

E’ chiaro che se i cittadini viterbesi non troveranno qui le cure di cui hanno bisogno, cosa già inaccettabile, si rivolgeranno all’Umbria e alla Toscana. Fortuna che in campagna elettorale la Polverini aveva assicurato che non avrebbe tagliato un solo posto letto. Ma dal centrodestra, che il buco sulla sanità lo ha creato, non ci si poteva certo aspettare di meglio. Resta una domanda: dove sono i rappresentanti locali del centrodestra alla Regione, cosa hanno da dire oggi? Non c’è da chiedere invece quanto contano, quello lo abbiamo già visto”.