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Alla cultura serve una cabina di regia

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Trovo costruttivo e adeguato il dibattito che si è innescato in questi giorni a commento del programma culturale offerto durante l’estate in tutta la nostra provincia. Ogni intervento offre un originale punto di vista sul quale noi amministratori abbiamo il dovere di riflettere.

Condivido chi asserisce che il tema centrale debba essere quello di riuscire a meglio coordinare, programmare e promuovere un’offerta di iniziative, così numerose, che, da novello assessore alla Cultura, mi hanno sorpreso ed a tratti anche entusiasmato.

Mai come quest’anno possiamo affermare che quantità è stato sinonimo di qualità.

Straordinario è scoprire come, partendo dal più piccolo dei nostri Comuni per arrivare alla città di Viterbo, sia tutto un fiorire di iniziative di indiscusso livello qualitativo. Il problema è però riuscire a sostenere tali manifestazioni con le risorse economiche, sempre più scarse, che sono nella disponibilità delle istituzioni.

Di concerto con il presidente Marcello Meroi, ho voluto imprimere un primo segnale di discontinuità rispetto al passato, ripristinando tre concetti che reputo del tutto imprescindibili per l’amministrazione:

la indiscutibile qualità delle iniziative proposte;

il coinvolgimento del maggior numero di Comuni della Tuscia;

il superamento della concentrazione di eventi che avviene, di prassi, nel periodo estivo.

E’ stato confortante da parte mia, in occasione di numerosi colloqui già avvenuti con i principali organizzatori delle manifestazioni di cui si parla, riscontrare una piena condivisione di questo “minimo” programma, che avrò cura di trasferire negli atti amministrativi programmatici ormai in fase di adozione.

Sono convinto che un amministratore debba anche avere, oltre che un ruolo di coordinamento, anche la responsabilità di assumere delle decisioni, impartendo così una precisa linea amministrativa, condivisibile o meno, per la quale essere giudicato.

Nessun condizionamento, intellettuale o pseudo-intellettuale, elitario oppure no, può influire su questo percorso; contano solo la convinzione di rappresentare al meglio gli interessi dei cittadini, ed un più razionale ed efficiente impiego delle risorse disponibili. Va da sé che la questione dei finanziamenti da destinare all’offerta ultima complessiva della Provincia di Viterbo va ripensata. Nessuno può più contare solo ed esclusivamente su un sostegno di provenienza pubblica. Deve essere considerato sempre più necessario l’intervento dei privati come ulteriore indefettibile stimolo alla promozione della cultura sul nostro territorio.

Istituendo una “cabina di regia” tra Regione, Provincia, Comune capoluogo e altri Comuni della Tuscia, insieme agli operatori di questo delicatissimo settore, e con il coinvolgimento di illuminate realtà imprenditoriali, sono certo che la straordinaria stagione culturale che si è appena conclusa potrà essere ripetuta, migliorata, e soprattutto non più confinata nel solo periodo estivo.

Giuseppe Fraticelli
assessore alla Cultura
della Provincia di Viterbo