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“Gli italiani imparino l’inglese”

<p> Giulio Tremonti</p>

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti lancia un appello agli italiani: “Se non conosciamo l’inglese non possiamo competere in Europa”.

“C’è il rischio che altri paesi più vitali di noi ci superino – continua il ministro sottolineando l’importanza della tv per conoscere le lingue straniere -. Credo che sia fondamentale l’uso della tv pubblica per la formazione. Gli italiani sono un popolo intelligente, ma non conoscono l’inglese, ecco perchè io ho proposto i sottotitoli ed i cartoni in inglese”.

“Abbiamo un grande Pil sommerso, quindi molto sottovalutato”. Dichiara inoltre Tremonti.

“Ci devono spiegare perchè abbiamo fatto così le privatizzazioni – si chiede infatti Tremonti – perchè hanno fatto lo spezzatino dell’Enel, già la parola indica gli appetiti che c’erano, mentre la Francia ha un colosso statale?”.

Il ministro torna infine su un suo vecchio cavallo di battaglia: la deregulation. “Non possiamo continuare a fare chilometri di gazzetta ufficiali – conclude Tremonti – serve una grande spinta per ridurre le regole. Occorre introdurre il principio di base “tutto è libero, tranne ciò che è vietato”, l’esatto contrario di quello che è oggi, un sistema di divieti dietro il quale si nascondono le caste e i costi”.

“Dalla crisi in poi – ha affermato il ministro – tutti stanno facendo politiche di contenimento della spesa pubblica, ma non per oscure ragioni ragionieristiche, ma per una cosciente scelta politica. Tutti dobbiamo farle nell’interesse comune. Tante volte ti chiedono perchè lo fai, ma la crisi ci porta adesso a scelte comuni.

Un mercato comune e una moneta comune porta a vincoli di responsabilità comuni e questa non è la rinuncia a prerogative nazionali. Tutti i paesi hanno adottato politiche di responsabilità, come la Germania, e di austerità, come l’inghilterra, in Italia la politica di responsabilità è iniziata nel 2008 con la manovra triennale”.