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Il figlio di Sakineh si appella al Vaticano

<p>Benedetto XVI</p>

Benedetto XVI

Caso Sakineh, il figlio si appella al Vaticano.

Sono ore febbrili per la sorte di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio.

Il figlio Sajjad Ghaderzadeh ha fatto un appello al Papa e al governo italiano perché intervengano per fermare l’esecuzione: “Mi appello a tutti gli italiani, ma soprattutto al loro governo e al premier Silvio Berlusconi”.

Per Sajjad, l’unica speranza di fermare il boia è la mobilitazione internazionale, le voci come quella della première dame di Francia Carla Bruni, o di Francesco Totti, che ha aderito alla campagna “Fiori e non pietre” contro la lapidazione di Sakineh, producendo una grande eco in Iran.

I”La Santa Sede è sempre contraria alla pena di morte, anche in questo caso” sarebbe stata la risposta del Vaticano. Nei sacri palazzi si sta valutando se intervenire in modo ancora più esplicito sulla questione. Ma il tempo a disposizione è poco. Javid Houtan Kian, avvocato della donna, conferma che per l’esecuzione potrebbe essere questione di ore.

Secondo Sajjad, inoltre, è gi stata eseguita la condanna a 99 frustate a carico della madre per colpa di una foto. “In seguito alla pubblicazione sul Times di Londra della foto di una donna senza velo erroneamente attribuita a lei – spiega Sajjad -, mia madre è stata condannata da un giudice speciale di Tabriz a 99 frustate”.