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Serbia in Europa, ecco il primo sì

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Serbia in Europa, arriva il primo sì.

Il percorso d’integrazione europea della Serbia è a buon punto. I Ministeri degli esteri dei ventisette paesi aderenti, infatti, hanno sbloccato la domanda di Belgrado. Una notizia destinata quantomeno a rivedere le relazioni internazionali serbe.

L’iter europeo della Serbia è stato bloccato dalla politica nazionalista e dalle guerre tra il 1990 e 1995 e, dal 1996 al 1998. I Paesi Bassi sono stati gli unici a esprimere il loro dissenso all’entrata. Adesso il testimone passa alla Commissione Ue che dovrà esaminare il testo.

Il consiglio affari generali ha notato “un approccio costruttivo verso la cooperazione regionale è essenziale – si legge in un comunicato – per compiere “progressi nel processo di dialogo tra Belgrado e Pristina”.

La novità di oggi, è in linea con l’auspicio del segretario di stato americano Hilary Clinton. La scorsa settimana, in visita nei Balcani, aveva lanciato un messaggio per rinnovare il processo d’integrazione in Europa. “La storia recente ha visto molti conflitti. Ma voi avete lavorato duro-aveva dichiarato l’ex first lady- per sconfiggere la violenza e riportare speranza” .

“Nonostante i danni causati dal nazionalismo, cultura che ancora oggi è presente, l’integrazione europea rappresenta l’unico strumento per fornire opportunità e stabilità”. A queste parole la Clinton aveva parlato dei Balcani come “grande patrimonio per la storia”.

Soddisfazione anche dal Ministero degli esteri italiano. “E’ il giusto segnale al momento giusto sia per la Serbia che per l’intera regione balcanica. Un segnale concreto per la prospettiva europea della Serbia- dicono in una nota- che l’Italia e il ministro Frattini con il suo grande impegno personale hanno fortemente e pazientemente incoraggiato”