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“Mi disse: svegliati ho fatto un casino”

<p>Sabrina Misseri</p> [1]

Sabrina Misseri

“Papà scendi, è successo un casino”.

Con queste parole, secondo Michele Misseri, Sabrina svegliò suo padre e lo portò nel garage dove Sarah era già esanime. Uccisa con una cinta per i pantaloni.

La ricostruzione è puntuale. E sembra filare. Era il 26 agosto, le due e mezzo erano passate da poco e il cuore della sua nipotina Sarah Scazzi, quindici anni, si era appena fermato. “Io non l’ho ammazzata. Quando sono arrivato in garage stava già per terra, con la cinta al collo”.

Alla procura e ai carabinieri mancano ancora alcuni tasselli per comporre il puzzle di quel pomeriggio d’agosto ma, dettaglio dopo dettaglio, versione dopo versione, l’immagine sembra prendere forma.

Misseri ha detto sì alla nuova ricostruzione filmata e cronometrata del 26 agosto. Nuova: con i dettagli che lui stesso ha aggiunto dopo l’ultimo interrogatorio-fiume.

La prima tappa di Misseri, ieri, è stata ancora una volta il garage. Si cercava la “cinta” e invece alla fine Misseri si è ricordato di averla lasciata sulla sua Seat Marbella, sotto sequestro nel cortile dei carabinieri di Manduria.

A casa Misseri è parcheggiata l’Opel Astra di sua moglie Cosima e da ieri anche quell’auto è entrata nell’inchiesta. Perché Misseri ha detto di aver “imboscato” lì dentro la corda che gli servì per calare il corpo di Sarah in fondo al pozzo e lì i carabinieri l’hanno trovata.

Un altro particolare: le chiavi di casa di Sarah. Ancora una volta è Michele a offrire un riscontro: ha guidato i carabinieri e i magistrati fino all’ulivo che le ha custodite per tutto questo tempo, in una fossetta del tronco.

Ogni oggetto ritrovato è considerato un punto in più per la credibilità di Misseri. E gli inquirenti ieri, dopo averlo visto mimare ogni gesto, si sono quasi convinti che davvero, come lui racconta, si è occupato da solo dell’occultamento del cadavere.

C’è un solo punto, nella nuova ricostruzione, che sembra aver spiazzato gli investigatori: gli abusi di Misseri sul cadavere di Sarah. Ne aveva parlato nella confessione della prima ora e in seguito il suo avvocato, Daniele Galoppa, aveva preannunciato un’imminente ritrattazione. Misseri ieri avrebbe praticamente rivendicato la violenza, indicando il luogo esatto (vicino al un casolare e sotto un albero di fico) e ripetendo più volte che è vero, lui ha abusato di lei.

Il pomeriggio del delitto, ha raccontato Misseri, la sua prima preoccupazione fu coprire Sabrina, tenerla lontana dai guai: “Non ti preoccupare, mi prendo io tutta la colpa” le avrebbe giurato. Sabrina ci sperava ancora, ieri mattina. Al suo avvocato ha chiesto: “Allora esco? Papà l’ha detto che non c’entro niente?”.