- Corriere2000 - http://www.corriere2000.it -

Boss si pente, i familiari lo ripudiano

<p>Pino Vrenna</p>

Pino Vrenna

Detenuto a Mammagialla decide di collaborare, ripudiato dalla famiglia.
La moglie ha chiesto il divorzio e il figlio lo ha disconosciuto. Tutto perché Pino Vrenna, capo dell’omonima cosca della ‘ndrangheta crotonese, ha deciso di collaborare con la giustizia.

Il boss, detenuto a Mammagialla e sottoposto al regime del 41 bis, aveva reso noto il suo proposito qualche giorno fa.

Immediata la reazione dei familiari, che si sono detti “sdegnati e stupiti”.

Il figlio di Vrenna ha scritto una lettera ai giornali, nella quale condanna apertamente il gesto del padre, chiamandolo “ex congiunto” e parlando di lui con estremo distacco.

“Abbiamo appreso con estremo stupore e notevole sdegno la decisione del nostro ex congiunto Vrenna Giuseppe detto Pino – si legge nella lettera -. Egli ha deciso di collaborare con la giustizia perché, evidentemente, ha di che pentirsi.

Noi abbiamo declinato l’invito rivoltoci dalle forze dell’ordine a seguirlo in questa assurda e incomprensibile scelta e, non avendo nulla e poi nulla di cui pentirci, riteniamo che questo signore vada lasciato solo nelle sue scelte e nelle sue determinazioni.

Il Vrenna Giuseppe non può che essere impazzito. Tale mia determinazione nasce dalla conoscenza perfetta di quello che era mio padre.

Non avendo alcuna condanna coperta dal giudicato e avendo una posizione processuale sostanzialmente buona, non può che definirsi che pazzo. Comunque, quand’anche avesse riportato l’ergastolo, tale scelta non era da noi tutti ritenuta opportuna”.
Vrenna è recluso nel carcere viterbese Mammagialla dal 2009, dopo la cattura, il 5 marzo dello stesso anno, da parte della polizia di Montalto Uffugo.

Fino ad allora era latitante.

La Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Catanzaro lo ha indagato nell’ambito di due diversi processi. Il primo è quello partito dall’operazione Tramontana, nell’ambito del quale l’accusa ha chiesto per Vrenna 12 anni di carcere. Il secondo, invece, scaturisce dall’operazione Heracles, il cui dibattimento è ancora in corso al tribunale di Crotone.