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Con Fini e Casini si va verso una nuova destra

<p>Rosy Bindi</p>

Rosy Bindi

Con Fini e Casini si va verso una nuova destra.

Parola di Rosy Bindi che fa il punto sulla situazione politica italiana da Città del Messico, dove è in visita ufficiale da qualche giorno.

Poi riferendosi alla legge elettorale dice: “Non si può prescindere dalle regole e dalle prerogative costituzionali del capo dello Stato, in nome di una prassi che deriva da una legge elettorale incostituzionale.

Con l’inserimento del nome del candidato premier sulla scheda si prefigura una sorta di presidenzialismo, che contrasta con il parlamentarismo sancito dalla Costituzione.

In questo difficile momento, in particolare, la Costituzione rappresenta un riferimento fondamentale. E la Costituzione dice che siamo una Repubblica parlamentare e affida al capo dello Stato le prerogative per affrontare situazioni come quella in cui ci troviamo”.

“Chi invoca elezioni anticipate  - aggiunge – e, non faccio fatica ad ammetterlo, anche chi nel Pd oggi invoca le primarie, vuole forzare sul voto e va contro le prerogative del capo dello Stato”.

A questo punto si attende solo il voto di fiducia del 14 dicembre.

“Dal rapporto tra Fini e Casini – conclude poi la Bindi – , senza dimenticare Rutelli, dovrebbe nascere un nuovo centro-destra, che chiuda l’era Berlusconi. Io sono convinta che il 14 dicembre il governo non otterrà la fiducia”.