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Condannato il nemico di Putin

<p>Mikhail Kodorkovski</p>

Mikhail Kodorkovski

Furto di 218 milioni di tonnellate di petrolio e riciclaggio di somme indebitamente sottratte.

E’ per queste accuse che l’ex magnate Mikhail Khodorkovski e il suo socio Platon Lebedev sono stati condannati dal tribunale di Mosca.

Una sentenza che fa già discutere. Soprattutto perché arrivata dopo che il primo ministro Vladimir Putin aveva chiesto in diretta, durante un’intervista televisiva, la condanna del suo avversario politico. “Il ladro deve rimanere in galera”, aveva detto Putin. Un’opinione, la sua, che non rispecchia quella del presidente Dmitri Medvedev, che aveva cercato, nei giorni scorsi, di rimanere neutrale, evitando di esporsi troppo.

Davanti al tribunale di Mosca si erano radunate circa 300 persone in attesa della sentenza. La piccola folla ha intonato cori in sostegno dei due arrestati e contro il primo ministro, come “Libertà per i detenuti politici”, “La Russia senza Putin” e “Ognuno di noi può diventare un Khodorkovski”.

L’ex magnate 47enne era diventato l’uomo più ricco della Russia e aveva investito parte della sua fortuna per finanziare i gruppi dell’opposizione liberale e comunista nella Duma, il Parlamento federale.

Il polverone giudiziario che lo travolto è considerato da molti come una montatura del potere, organizzata da Putin per cancellare Khodorkovski, la cui indipendenza era un ostacolo per lo stesso primo ministro.