Invia questo articolo Stampa questo articolo
Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • Webnews
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live-MSN
  • MySpace
  • OKnotizie
  • Technorati
  • YahooMyWeb
  • TwitThis
Scandalo Wikileaks - Julian Assange intervistato da El Pais

“Mi vogliono morto”

<p>Julian Assange</p>

Julian Assange

“Ordine di spiare l’Onu, Obama deve dimettersi”.

Julian Assange torna a parlare. E lo fa via chat con i giornalisti di El Pais, al quale ha rilasciato una lunga intervista sullo scandalo sollevato dal suo sito, che ha fatto vacillare gli equilibri geopolitici mondiali.
Wikileaks ha creato un Cablegate, ha detto Assange. E il fondatore del sito è convinto che ci sarà “un prima” e un “dopo”. Come a dire che il peggio deve ancora venire.

L’hacker-giornalista australiano, braccato dall’Interpol, ha sparato a zero su Barack Obama e Hillary Clinton, che, secondo le rivelazioni di Wikileaks, avrebbe ordinato di spiare i vertici dell’Onu.

“Obama deve dirci se sapeva di questo ordine illegale – dichiara Assange al quotidiano spagnolo -. Se rifiuta di rispondere o ci sono prove del suo coinvolgimento, si deve dimettere, così come anche Hillary Clinton”.
Il fondatore di Wikileaks avrebbe anche espresso timore per la sua vita. “Riceviamo minacce di morte dai personaggi vicini ai militari Usa – afferma il giornalista -. Ci sono precise richieste per il nostro assassinio, rapimento, esecuzione da parte dell’élite della società americana. Non è inusuale per noi. Abbiamo imparato a ignorare quelle degli estremisti.

Recentemente però la situazione è cambiata e le minacce ora sono estese anche ai miei avvocati e ai miei figli.

Quello che preoccupa di più è la richiesta da parte delle élite americane che ci vogliono assassinati, rapiti, giustiziati.

Si va da una proposta di legge al Senato a firma di John Ensign che vuole dichiararci una “minaccia transnazionale” alle richieste di assassinio da parte di Marc Thessian, speechwriter di Bush, sul Washington Post, a Bill O’Reilly su Fox News.

Alcuni siti di destra hanno proposto di attaccarmi tramite i miei figli, ma non voglio parlarne troppo per non incoraggiare certe idee. Lo avevo previsto fin da aprile, per questo sono rimasto lontano dalla mia famiglia sin da allora”.

Il giornalista chiede ad Assange del mandato di arresto per stupro spiccato dalla magistratura svedese. “Ci batteremo contro la decisione della corte suprema svedese di negare il mio appello – risponde -. Che ci sia qualcosa di ‘sbagliato’ nel caso è ormai ovvio a tutti”.

Quando, poi, gli si chiede quanto tempo ancora intenda restare nascosto, Assange scappa. “Mi dispiace, è andato via”, scrive, per conto suo, un assistente. E l’intervista si chiude così.

6 dicembre, 2010 - 11.35