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“Negoziamo la pace”

<p>Muammar Gheddafi</p>

Muammar Gheddafi

“Negoziamo la pace”.

Gheddafi non molla e apre alla Nato. Il colonnello torna a farsi sentire mentre in Italia continua il braccio di ferro tra Lega e Berlusconi sul ruolo del paese nel conflitto in Libia.

Il raìs ha fatto sapere che non lascerà il potere e ha chiesto negoziati con gli Stati Uniti e la Francia per “fermare i bombardamenti della Nato, dicendosi pronto a un cessate il fuoco non unilaterale”.

“Paesi che ci attaccate, fateci negoziare con voi – ha dichiarato il colonnello in un discorso di oltre un’ora minuti in diretta tv -. Noi non li abbiamo attaccati, non abbiamo oltrepassato i loro confini, perché loro ci stanno attaccando?”.

Gheddafi ha anche detto di essere pronto a far tacere le armi, a patto che sia unilaterale e non solo per le forze lealiste che combattono contro i ribelli. “Siamo i primi ad accogliere un cessate il fuoco, la porta alla pace è aperta”, ha detto.

Proprio mentre Gheddafi pronunciava il suo discorso, i jet della Nato hanno lanciato almeno tre missili contro obiettivi prossimi all’edificio che ospita i locali della tv di Stato, senza però provocare danni. Le bombe hanno aperto una voragine nelle vicinanze del ministero della Giustizia e hanno colpito altri due uffici governativi.

“Non ci arrenderemo, ma vi chiedo di negoziare. Se volete petrolio, firmeremo contratti con le vostre aziende, non vale la pena andare in guerra per questo – ha concluso -. Sono sacro per il popolo libico, sono un simbolo e un padre per loro, più sacro dell’imperatore del Giappone.