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Bersani: “La manovra già figlia di nessuno”

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Pierluigi Bersani

- “La manovra è già figlia di nessuno”. Questo il commento del segretario del Pd Pierluigi Bersani sulla situazione instabile che è nata poco prima del dibattito al senato riguardo il decreto per i conti pubblici.

Le numerose discussioni in Parlamento fanno pensare che la manovra sarà ancora soggetta a modifiche. Lo stesso Silvio Berlusconi ha affermato: “Si può cambiare ma i saldi devono rimanere invariati”.

Ad attaccare le nuove misure anche Antonio Martino (Pdl). “Questa manovra – spiega Martino – aumenta le tasse e non risolve il problema della crescita. Per ridurre davvero la spesa pubblica bisogna fare le riforme“.

In più una grande parte del partito è pronta a presentare una “manovra alternativa” che prevede i seguenti punti: no al contributo di solidarietà, aumento di un punto dell’Iva non agevolata, dismissione di una grande parte del patrimonio immobiliare dello Stato, privatizzazione di grandi aziende, fusione di Province e Comuni, innalzamento dell’età pensionabile. Tutto questo sarà presentato al segretario Pdl Angelino Alfano lunedì prossimo.

“Ci hanno definito ‘frondisti’ – dice Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati del Pdl – ma non ci offendiamo: piuttosto, siamo liberali e convinti di essere in un partito liberale dove si può discutere, ci si può confrontare. Ed è quello che vogliamo fare, di fronte ad una manovra che così com’è non ci piace perché ci appare iniqua e non risolutiva”.

La situazione si fa sempre più intricata. Il Pd dal canto suo, si dice pronto per un confronto in parlamento ma a condizione che gli evasori paghino e vengano poste le basi per la crescita e per il lavoro.