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Vaticano: “Pedofilia, mai ostacolato indagini”

- Si difende la Santa Sede, che era stata accusata di aver ostacolato le indagini sui casi di pedofilia della diocesi di Cloyne, in Irlanda.

Secondo il Vaticano sono stati commessi “gravi ed inquietanti errori nel modo di affrontare le accuse di abuso sessuale di bambini e minori da parte di sacerdoti della diocesi di Cloyne”.

Questa la risposta nel documento che è stato consegnato a Helena Keleher, ambasciatrice irlandese per la Santa Sede, scontrandosi così con il “Rapporto Cloyne” che è stato dibattuto al Parlamento irlandese il 20 luglio.

Con la presentazione di quel rapporto in Parlamento, Enda Kenny, primo ministro irlandese, aveva accusato la Santa Sede di “disfunzione, disconnessione, elitarismo”, perché avrebbe esortato i vescovi a non denunciare gli abusi.

La Santa Sede desidera sottolineare – si legge nella lettera diffusa oggi – che in nessun modo essa ha ostacolato o tentato d’interferire in alcuna delle indagini sui casi di abuso sessuale sui minori nella diocesi di Cloyne. Inoltre, in nessun momento, la Santa Sede ha cercato d’interferire nel diritto irlandese o di intralciare le Autorità civili nell’esercizio delle loro funzioni“.

Però, riguardo le mancate denunce  afferma: “La Congregazione per il clero ha espresso riserve circa l’obbligo di denuncia; non ha però proibito ai vescovi irlandesi di denunciare alle Autorità civili le accuse di abuso sessuale sui minori, né ha incoraggiato i vescovi a non osservare la legge”.

Il giudice Yvonne Murphy, che si era già occupata dell’inchiesta sulla pedofilia che aveva fatto tremare la Santa Sede , è così ritornata sui casi di abusi per accertare la responsabilità dei membri della Chiesa nell’ambito delle indagini.

Abbiamo tristemente appurato – ha detto il giudice Murphy presentando il rapporto – che i membri della Chiesa hanno sistematicamente mancato al dovere di denucia previsto dalle linee guide del Vaticano in merito ai casi di pedofilia. Per fortuna, stando alle nostre indagini, dal 2008 questa reticenza non si è più verificata“.