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Legge elettorale, ok al referendum

Roberto Maroni

“Legge elettorale, ok al referendum” (video [1]).

E’ quanto sostiene il ministro degli Interni Roberto Maroni, all’indomani del deposito presso l’Ufficio elettorale centrale della Cassazione delle firme raccolte contro il ‘porcellum’ e dopo le parole di Napolitano che ieri ha parlato di “un sistema elettorale che ha rotto il rapporto di fiducia tra elettore ed eletto”.

“Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo – ha detto Maroni -. Anche questo è un segnale forte e sono dell’opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum”.

”Non so se il Parlamento si rimetterà a riformare la legge elettorale – ha concluso – ma se lo fa, dovrebbe farlo nel senso del referendum”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Senato. “Quello del capo dello Stato è un monito che non può restare inascoltato ed è compito del Parlamento farsene carico, individuare delle soluzioni che risolvano il problema della disaffezione dell’elettore nei confronti della politica”, ha detto ai giornalisti Renato Schifani.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa si è detto “estremamente favorevole a modificare una legge che oggi prevede la scelta del premier e la scelta della coalizione” che va mantenuta introducendo anche “la scelta dei candidati”.

Per Carmelo Briguglio, vice presidente vicario dei deputati di Fli, ”forse basterebbe introdurre nell’attuale legge elettorale le preferenze per l’elezione di almeno due terzi dei parlamentari, aggiungendo una soglia minima per avere il premio di maggioranza, non inferiore al 40% e riducendo in modo sensibile il premio di maggioranza. Una riforma in cui, con un granello di ragionevolezza potrebbero ritrovarsi tutte le forze politiche.

Se il Parlamento vuole può evitare il referendum, in caso contrario qualunque legge conseguenziale alla consultazione è migliore del Porcellum”.