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Pensioni, trovata l’intesa

Silvio Berlusconi

Pensioni, trovata l’intesa.

La maggioranza ha trovato l’accordo sulle misure anti-crisi da inviare all’Unione Europea, anche se è un’intesa minima sul fronte delle pensioni, generica sui provvedimenti e vaga sulle date.

Insomma un compromesso, l’unico possibile alla luce della posizione irremovibile della Lega che per bocca del suo leader Umberto Bossi ha fatto sapere che “le pensioni d’anzianità non si toccano“.

La lettera di quindici pagine che Berlusconi presenterà in giornata a Bruxelles ha preso forma nel vertice di ieri a palazzo Grazioli. Unica misura sulla previdenza è l’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel privato a quelle del pubblico: si lascerà il lavoro a 67 anni, con un aumento graduale che sarà completato nel 2026.

Per il resto, nella missiva rientrano misure sulle privatizzazioni , le liberalizzazioni, le semplificazioni normative a vantaggio delle imprese e sul piano delle infrastrutture. Nel documento però non ci sarebbe indicazione sulle date d’approvazione. Un elemento che potrebbe far storcere il naso ai leader europei e ai mercati.

Il premier Berlusconi punta a ottenere dall’Unione europea un via libera di massima sull’impegno assunto dal governo italiano, anche per non compromettere la stabilità dell’Ue.

Silvio Berlusconi, al termine del lungo vertice con la Lega Nord, non ha nascosto una certa soddisfazione per l’accordo raggiunto sul capitolo pensioni che da giorni tiene il Governo con il fiato sospeso e ha stimolato il toto-governo.

Sembra, così, allontanarsi lo spettro della crisi, anche se le dichiarazioni di Bossi lasciano qualche dubbio. “Una strada l’abbiamo trovata. Dobbiamo vedere cosa dice l’Europa – ha detto dopo il vertice Umberto Bossi, chiosando – resto sempre pessimista”.